Giorgio Gori
Giorgio Gori

Bergamo, 29 maggio 2019 - Ha vinto la sua idea di città che vuole continuare a crescere, ad accogliere, a fare squadra. La sua abilità di cogliere gli esiti di iniziative portate avanti nel tempo dai suoi predecessori a Palazzo Frizzoni, la testardaggine dimostrata di fronte a scelte impopolari, come le rotte dell’aeroporto di Orio al Serio e il parcheggio alla Fara, in Città Alta. Ha vinto la sua voglia di svecchiare la città e di renderla più dinamica e giovanile. Giorgio Gori, sindaco uscente di Bergamo confermato con il 55,33% dei voti contro il 39,32% del suo avversario del centrodestra, il leghista Giacomo Stucchi, non ha però nessuna intenzione di cullarsi sugli allori della vittoria.

«Da dove abbiamo intenzione di ripartire? Esattamente da dove abbiamo finito - ha rivelato lunedì notte, dopo gli esiti positivi delle tornata elettorale -. Nei prossimi giorni, passata l’euforia per la vittoria, inizierò a dare un’occhiata alla Giunta e penserò a come riorganizzare gli uffici, allineando maggiormente parte tecnica e politica». Un pensiero Gori lo ha rivolto anche alla sua famiglia, alla moglie Cristina Parodi, ai figli Angelica e Alessandro, la sua grande forza. «Sono stati fondamentali, mi hanno sempre supportato e sopportato».

«I cittadini di Bergamo, che ringrazio per la fiducia - ha spiegato Gori - hanno guardato alle cose concrete che abbiamo fatto, al di là delle ideologie. Hanno, credo di interpretare così il loro pensiero, riconosciuto il buon lavoro svolto dall’amministrazione e la compattezza della proposta della coalizione. Questo è un successo di tutti, è una città che si è messa in marcia per questo risultato. Stucchi? È stato un avversario sportivo e leale. Ha scontato la poca conoscenza della città, non ha sviluppato una proposta sufficientemente credibile e articolata e si è affidato troppo alla forza politica della Lega».

«Il voto di Bergamo - è il ragionamento di Gori subito dopo la riconferma alla carica di sindaco -, insieme a quelli di Firenze, Bari, Pesaro e Reggio Emilia, dimostra che anche in un momento in cui il centrosinistra non possiede la maggioranza nel Paese viene premiato dai cittadini quando esprime buone amministrazioni. Dalle città può arrivare una lezione importante per il rilancio del Pd e del centrosinistra». Nella notte della vittoria Gori non si è sottratto alle domande di chi gli chiedeva un giudizio sul risultato nazionale del Partito democratico. «La risalita al 23% - ha detto - non è sufficiente per governare ma rappresenta una fase nuova, più positiva e meno litigiosa. Per completare questo progetto serve tradurre a livello nazionale l’esperienza delle liste civiche, come dimostrato a Bergamo, e intercettare le istanze ambientaliste che in Europa crescono in consenso e da noi non ancora».