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Il presidio dei dipendenti Mediaworld a Curno

Milano, 16 giugno 2018 - Ancora la serranda abbassata alla porta d’ingresso della sede centrale di Mediaworld a Curno. Prosegue, cosi, il braccio di ferro con i 500 dipendenti, il cui destino sembra essere segnato dall’imminente trasferimento del proprio posto di lavoro, da Curno a Verano Brianza, a partire già ai primi giorni di agosto. Dal canto suo, l’azienda sembra continuare fare orecchie da mercante, di fronte alle richieste dei lavoratori, che nel frattempo, continuano battaglieri con presidi e manifestazioni: l’ultima, ieri pomeriggio davanti l’ingresso della sede centrale del gruppo, a Curno.

«È una vergogna  – esclama il signor Marco Bianchini, 50 anni di Bergamo – È umiliante vedere che l’azienda per la quale, io e molti miei colleghi abbiamo lavorato per oltre vent’anni, non si preoccupi della situazione precaria in cui ci sta gettando. Io non ho famiglia e potrei anche affrontare questo tipo di trasferimento ma dovrei affrontare un carico economico non indifferente, con un taglio dello stipendio di 300/400 euro, investiti nel carburante per percorrere giornalmente 120 chilometri da Bergamo a Verano. Oggi abbiamo richiesto all’azienda, la possibilità di avere dei bus navetta gratuiti, di lavorate uno/due volte a settimana a casa per mezzo del tele lavoro e orari di lavoro più flessibili, ma come previsto, non ci è stata data alcuna risposta».

«È fondamentale, per me, riuscire a fare conciliare il lavoro con la famiglia che, quotidianamente, mi impegna nella gestione dei miei tre figli, di cui uno cardiopatico – racconta Leandro Somma, di Boltiere, in provincia di Brescia, impiegato full time da dieci anni in Media World – il trasferimento si ripercuoterebbe negativamente, sulla mia vita famigliare oltre che su quella economica: oggi faccio il pieno all’auto ogni tre settimane, in futuro, se dovessi recarmi a Verano, sarebbero quattro pieni al mese. Insostenibile». «Tra un anno mi sposo e questa situazione mi preoccupa molto, perché non so se mi permetterà di avere una famiglia – spiega Francesca Oliveri, 29 anni di Pradalunga, impiegata nell’azienda da settembre 2009 – ora sono sola e con il mio compagno riusciremmo, forse, a gestire la nuova situazione lavorativa, ma con l’arrivo di un figlio, non credo che riuscirei a gestire lavoro, casa e famiglia».

«L’azienda chiude le orecchie e ci lascia a piedi – ricorda Gabriella Burgo, 44 anni di Bergamo, dipendente full time in Media World a Curno da 17 anni – non riuscirei a sostenere il trasferimento da Curno a Verano, sia a livello economico che gestionale, dal momento che l’ azienda non vuole darci né incentivi né contributi per aiutarci a sostenere questa situazione». «Con il trasferimento passerei da 14 chilometri impiegati attualmente per recarmi da Ciserano a Curno, a ben 54, per raggiungere la nuova sede di lavoro a Verano Brianza – dice Andrea Scali, impiegato full time da 12 anni – quindi dovrei uscire di casa, non più alle 8.30 ma al meno alle 7 per essere sul posto di lavoro alle nove meno cinque».

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