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Carta di Bergamo: il G7 dichiara guerra alla fame

Ma nei campi è già allarme prezzi

di CLAUDIA CANGEMI
Ultimo aggiornamento il 16 ottobre 2017 alle 07:06
I ministri al G7 (Ansa)

Bergamo, 16 ottobre 2017 - Si è concluso con una dichiarazione adottata all’unanimità il G7 sull’agroalimentare a Bergamo. L’obiettivo ambizioso è far uscire dalla fame 500 milioni di persone entro il 2030. Ma il documento di Bergamo individua cinque priorità su cui indirizzare gli sforzi. «La prima – ha spiegato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina al termine del vertice – è difendere i redditi dei produttori agricoli, soprattutto piccoli, dai disastri climatici, con mandato alla Fao per studiare azioni e individuare una definizione comune di eventi catastrofici che oggi manca. Il secondo è l’aumento della cooperazione agricola, nel continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare.

C’è po il'impegno a rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere, soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi. Occorrono nuove politiche per battere gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale. Il quinto obiettivo è adottare politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio». Proprio sulla tutela dei produttori e sulla formazione del prezzo ha lanciato una forte denuncia ieri il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo: «Per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in media vanno a remunerare il prodotto agricolo, mentre il resto viene diviso tra l’industria di trasformazione e la distribuzione commerciale. Per garantire la sostenibilità della produzione agricola è necessaria – ha sottolineato Moncalvo – un’equa distribuzione del valore, mentre il prezzo degli alimenti aumenta quasi sette volte dal campo alla tavola per colpa delle distorsioni e delle speculazioni lungo la filiera, che danneggiano agricoltori e consumatori».

La situazione secondo l’analisi della Coldiretti varia da prodotto a prodotto con le situazioni peggiori che si registrano per i trasformati, con il grano tenero nei campi pagato meno di 20 centesimi al chilo che arriva a 2,80 euro al chilo del pane sullo scaffale con un aumento di quasi 15 volte. Un allarme anti-terrorismo poi rientrato è scattato alle 11, dopo che tre furgoni bianchi sono passati dal casello dell’A4 senza pagare e si sono diretti verso il centro. Fermati, i conducenti che dovevano fare consegne per Amazon, hanno spiegato di non essersi fermati perché non avevano i soldi per pagare il pedaggio.

 

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