Bergamo, 10 luglio 2018 - Approfittando del fatto che la moglie non fosse economicamente indipendente (non aveva un lavoro con cui mantenersi), per anni l’ha mortificata arrivando persino a ricattarla per ottenere in cambio prestazioni sessuali. Una brutta storia andata avanti fino a quando la vittima non si è decisa a presentare querela alla procura di Bergamo. Avvio delle indagini, tre mesi fa (pm Gianluigi Dettori) e alla fine il marito è finito in carcere con le pesanti accuse di maltrattamenti, violenza sessuale e minacce. Si tratta di un 42enne.

Teatro della vicenda, un paese della Valle Cavallina. Una vicenda bruttissima, che scade nella perversione, nella depravazione, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere del gip Federica Gaudino. Fatti gravi, resi ancor più odiosi perché l’indagato, risultato positivo al virus Hcv (quindi trasmettibile sessualmente), aveva rapporti con la moglie, che aveva chiesto rapporti protetti. In caso di rifiuto, la donna era minacciata dal bruto: o la separazione o vado con le prostitute. O rapporti di gruppo.

Una vita di inferno, ma per proteggere il figlio minore era disposta ad accettare. Temeva, infatti, che il marito lo portasse via. In un caso, in cambio di quattro giorni di vacanza che l’uomo aveva “offerto” alla moglie e al bimbo, aveva preteso che lei si “intrattenesse” con un cane. Ai rifiuti erano botte e insulti.

Alle spese provvedeva l’indagato, si occupava della spesa concedendo alla moglie dieci euro per un gelato o la benzina. La poveretta è dovuta ricorrere anche alle cure di un medico per cercare di venire fuori da questa situazione. Ci sono anche filmati compromettenti. Insomma, di tutto e di più: insulti, minacce, ricatti anche economici alla vittima pur di piegarla alle sue perversioni.

L’arresto prima e il carcere poi hanno messo la parola fine a questa incontenibile e deviata frenesia sessuale «contenibile – ha scritto il giudice nella sua ordinanza – soltanto con una misura custodiale».