Caravaggio (Bergamo), 5 aprile 2018 - Quattro colpi di pistola sparati a ripetizione in una sala slot e due corpi che restano a terra. Il sangue, l’orrore e poi la fuga. Piove fitto alle 18.15 sul paese della Bassa Bergamasca. Fuori dalle vetrine della Gold Cherry di via Treviglio sta cominciando a fare buio.

All’improvviso, il panico. Ci sono due morti, italiani, crivellati di colpi, un uomo e una donna. Lui è un siciliano di Gela, Carlo Novembrini, di 51 anni: un sorvegliato speciale che avrebbe scontato anni al 41 bis, legato al clan Madonia. Lei è la sua compagna, Maria Rosa Fortini, di 40 anni, di Crema. Pare che tra le vittime ci fosse una relazione sentimentale, ma non è chiaro se vivessero ancora assieme. Entrambi vivevano a Sergnano, nel Cremasco. Ieri pomeriggio avevano raggiunto la sala slot a bordo di una Mercedes, parcheggiata all’esterno dell’ipermercato, passata poi al setaccio dagli uomini del Ris a caccia di tracce utili. Chi li ha uccisi è in fuga. L’autore del doppio delitto, che è fuggito armato, probabilmente non era solo. Con lui sembra sia scappata almeno anche un’altra persona, in particolare si tratterebbe di una donna: i due si sarebbero allontanati a bordo di su una Panda. Al momento  il movente non è ancora chiaro. All’origine del duplice omicidio potrebbe esserci essere una spiegazione passionale, anche se non si può scartare l’ipotesi di un regolamento di conti.

All’inizio, le prime informazioni parlavo di una rapina finita nel sangue con un paio di banditi in fuga con il bottino. Una ricostruzione spazzata via quando sul posto, oltre al personale medico del 118, sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Treviglio, i colleghi della Scientifica e quelli del Reparto investigativo di Bergamo e il pm di turno Gianluigi Dettori. I due corpi erano in un lago di sangue, all’interno della sala slot che si trova dentro un centro commerciale, nella zona industriale del paese, lungo la statale Pana Superiore. Un luogo molto frequentato da chi va a fare la spesa. All’ipermercato la gente era letteralmente terrorizzata: alcune persone sono uscite in lacrime, bianche in volto  Con il passare dei minuti, la pista passionale ha iniziato a prendere piede. Gli investigatori hanno raccolto le testimonianze di altri clienti che in quel momento erano all’interno del locale. Inoltre sono stati raccolti i filmati del sistema di videosorveglianza che dovrebbero aver registrato i momenti cruciali della sparatoria. Dalle immagini potrebbero arrivare informazioni importanti per le indagini. Soprattutto aiuteranno a ricostruire le fasi della sparatoria.

Dai primi fotogrammi diffusi dopo il duplice delitto, si nota una Fiat Panda allontanarsi rapida dal parcheggio. A bordo, poco prima, si vedono salire un uomo e una donna a volto scoperto. L'autore (o gli autori) potrebbe essere andato a colpo sicuro. Evidentemente conosceva delle abitudini delle vittime, compresa la frequentazione del centro commerciale, che non dista molto da Sergnano, dove vivevano. Quindi, se fosse tutto confermato, il killer potrebbe anche aver seguito le vittime. È entrato e quando con lo sguardo ha visto Maria Rosa e il suo compagno ha aperto il fuoco, senza ferire nessun’altro. Le ricerche sono scattate in tutta la Bassa Bergamasca e nelle province limitrofe.