Uno dei pastori tedeschi impiegato dalle Fiamme gialle per i controlli
Uno dei pastori tedeschi impiegato dalle Fiamme gialle per i controlli

Treviglio (Bergamo), 5 dicembre 2018 -  è stata denominata “scuole sicure”. In campo, questa volta, la guardia di finanza della compagnia di Treviglio, che ha effettuato controlli antidroga alle fermate dei bus utilizzati dagli studenti, all’esterno delle scuole e dei fast food per prevenire l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare l’attività, che ha visto impiegati i cani antidroga Caf e Bastian, si è sviluppata in corrispondenza delle fermate degli autobus situate di fronte all’Itis Archimede di Treviglio. Sono stati controllati tutti i ragazzi che erano a bordo diretti verso i rispettivi istituti scolastici, anche quelli con destinazione Caravaggio.

Un 17enne è stato trovato in possesso di un grammo di hascisc e deferito alla prefettura di Bergamo, mentre altri dieci ragazzi sono stati segnalati dai cani antidroga per contaminazione o pregressa consumazione. I controlli sono poi proseguiti nel fine settimana scorso a Casirate e Treviglio. Nel primo caso un 28enne, italiano, è stato pizzicato con 1,5 grammi di cocaina occultata nel parasole dell’auto. Al giovane è stata ritirata immediatamente la patente di guida con sospensione per la durata minima di 30 giorni.

A Treviglio sono stati effettuati controlli nei pressi di alcuni fast-food. In un parcheggio sono stati individuati cinque giovani marocchini che, alla vista dei militari, hanno tentato di liberarsi dello stupefacente, ma successo, data la presenza anche di militari in borghese che avevano preventivamente individuato chi stavano consumando la sostanza: sono stati così segnalati alla prefettura due diciottenni, per detenzione a uso personale di mezzo grammo e un grammo di hascisc. Sempre in tema di droga, a Verdellino i carabinieri hanno eseguito un altro blitz in piazza Affari, zona palazzoni Anna a Athena. In un cestino dei rifiuti, i militari hanno recuperato tre panetti di hascisc di 100 grammi ciascuno. Il cestino era una sorta di nascondiglio temporaneo in attesa che lo stupefacente (per un valore di alcune migliaia di euro) venisse smerciata al dettaglio.