Bergamo, 21 aprile 2018 - Si sono presentati in tribunale alle 10. Davanti Giuseppe Berera, sindaco di Foppolo agli arresti domiciliari, sospeso dalla prefettura, e sua moglie Roberta Valota, indagata (obbligo di firma due volte la settimana); appena dietro Santo Cattaneo, sindaco di Valleve, pure lui ai domiciliari (il Comune è stato commissariato dopo le dimissioni dei consiglieri). Ad accompagnarli il loro difensore, l’avvocato Enrico Pelillo. In programma l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Bianca Maria Bianchi, la stessa che ha firmato l’ordinanza con le misure applicative per i due sindaci e per la moglie di Berera, che lavorava per la Brembo Super Ski e ora per la Devil Peak che ha in gestione gli impianti di sci.

Tutti e tre  hanno parlato nell’interrogatorio. Il primo è stato Berera, dalle 10.15 alle 11.30, ed è quello che si è dilungato più degli altri. Poi è stato il turno di sua moglie Roberta (assistita dall’avvocato Andrea Pezzotta): per lei un quarto d’ora di interrogatorio. Infine Cattaneo, mezz’ora di interrogatorio terminato alle 12.30. Hanno dato la loro versione dei fatti rispetto alle accuse del pm Gianluigi Dettori, secondo il quale loro tre, più altri sette indagati, fanno parte dell’associazione per delinquere che per dieci anni ha dominato l’Alta Val Brembana, tra l’altro - a vario titolo - truffando la Regione per ricevere finanziamenti, giustificati con fatture false legate ai lavori della telecabina. Berera ha pure fornito la sua versione sui quei 700mila euro finiti a Hong Kong, quale investimento per la Brembo. Ora bisognerà vedere se la versione degli indagati ha spostato in qualche modo le esigenze cautelari. Il difensore dei due sindaci ha chiesto un’attenuazione della misura. Il giudice deciderà probabilmente lunedì.

La telecabina è al centro dell’indagine, anche se il gip ha bocciato l’ipotesi della Procura di turbativa d’asta perché non ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza: in pratica il legame con l’incendio doloso alle seggiovie, avvenuto nella notte tra il 7 e l’8 luglio del 2016 (da cui è nata tutta l’inchiesta che ha portato alla luce un “sistema Foppolo bereracentrico”), incendio che fece scattare la procedura d’urgenza della gara vinta dalla Graffer di Sergio Lima, anche lui indagato, l’ex sciatore imprenditore della neve.  Si è invece avvalsa della facoltà di non rispondere la dipendente del comune di Foppolo, Carla Luisa Piredda (difesa dall’avvocato Locatelli) sospesa dal lavoro per otto mesi. Lo stesso hanno fatto altri due indagati, due ingegneri.