Antonio Tizzani e Gianna Del Gaudio (De Pascale)
Antonio Tizzani e Gianna Del Gaudio (De Pascale)

Seriate, 12 novembre 2016 - Negativi i confronti dei dna per il giallo della professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni, l’insegnante di lettere in pensione sgozzata nella sua casa di Seriate la sera del 26 agosto. Nulla di ufficiale per il momento: le analisi devono essere ancora ultimate e gli esiti definitivi degli esami del Ris di Parma devono essere ancora depositati in Procura a Bergamo. Ma da quello che è emerso finora il dna trovato sui guanti che sarebbero stati utilizzati dal killer rimane sconosciuto. Ha dato infatti esito negativo la comparazione fra il dna trovato sui guanti, riposti nello stesso sacchetto che conteneva l’arma del delitto, e i dna ricavati dai campioni di saliva di oltre una settantina di persone per varie ragioni in rapporti con la famiglia della vittima: parenti, amici, vicini, negozianti e baristi della zona, il distributore dei sacchetti delle mozzarelle che si presentava ogni venerdì, l’autore del ritrovamento, oltre a quelli prelevati a carabinieri, operatori del 118, addetti alle pompe funebri, a quanti, quella sera di fine agosto intervennero nella villetta di piazza Madonna della Neve. Come per Yara Gambirasio ancora una volta la soluzione di un “giallo” bergamasco è affidata alle indagini genetiche.

Per ora il mistero rimane fitto. Si è subito accertato che il dna sui guanti non appartiene né ad Antonio Tizzani, marito di Gianna e unico indagato, né ai figli Paolo e Mario. L’uomo che ha lasciato sui guanti la sua traccia biologica rimane un “ignoto”. Il ritrovamento avviene il 6 ottobre, nella siepe di un condominio, a circa 600 metri dall’abitazione dei Tizzani, fra via Monte Cornagera e via Presanella. Uno dei residenti trova il sacchetto delle mozzarelle. All’interno c’è il cutter che ha sgozzato la professoressa, con abbondanti tracce ematiche della vittima. C’è anche un paio di guanti in lattice, sporchi del sangue di Gianna Del Gaudio. Sui guanti viene scoperta una traccia “mista”: il sangue della donna a cui è sovrapposto un dna maschile che non riconduce al marito e ai figli. E’ di uno sconosciuto. Scatta la ricerca, che per lo modalità e e finalità dell’indagine ricorda quella, ben più imponente, messa in campo per dare un nome a “Ignoto “, l’uomo che aveva lasciato il suo Dna sugli indumenti di Yara Gambirasio. Gli esami escludono ora che a imprimere questa traccia possa essere stato un uomo in qualche modo in relazione con i Tizzani. Un esito negativo che non fa altro che infittire il mistero di Seriate.