Il cutter i guanti e il sacchetto in cui erano avvolti (De Pascale)
Il cutter i guanti e il sacchetto in cui erano avvolti (De Pascale)

Seriate, 21 ottobre 2016 - Un taglierino insanguinato. Un paio di guanti di lattice. Contenuti entrambi in un sacchetto di plastica che rimanda a un esercizio commerciale frequentato dalla vittima. Tessere importanti, forse decisive, per risolvere il misterioso puzzle dell’estate bergamasca. Gli investigatori non hanno dubbi: è stata trovata l’arma del delitto, il taglierino con cui è stata sgozzata Gianna Del Gaudio, ex insegnante di lettere di 63 anni, la sera del 26 agosto nella sua villetta in piazza Madonna della Neve, a Seriate. Lama lunga circa 20 centimetri con abbondanti tracce di sangue, rugginosa. Anche i guanti sono definiti dagli investigatori un reperto «importante». Il sacchetto è stato scoperto fra il 6 e l’8 ottobre da Filippo Consoli, uno degli inquilini, nella siepe del giardino di un piccolo condominio fra via Monte Cornagera e via Presanella, a circa 400 metri dalla casa dell’omicidio.

A questo punto, un punto che pare cruciale, a domanda è se il sangue sulla lama del cutter appartiene alla vittima e se ci sono impronte e tracce biologiche, a cominciare da quelle del marito di Gianna, Antonio Tizzani, 68 anni, ferroviere in pensione, unico indagato per l’omicidio della moglie. Gli esami del Ris di Parma sono focalizzati sulla terna di reperti. La prossima settimana si conosceranno gli esiti.

Giorgio Portera, genetista del Dipartimento di biotecnologie mediche dell’Università Statale di Milano, è il consulente della difesa di Antonio Tizzani: «I reperti sotto esame sono sicuramente importanti. E’ probabile che il taglierino sia l’arma del delitto. Il medico legale farà le sue valutazioni. In questo momento ci stiamo concentrando sulla ricerca di impronte digitali – sottolinea – ; in modo particolare se queste impronte, nel caso che se ne trovino, siano impronte insanguinate. Contemporaneamente si stanno effettuando gli accertamenti genetici su questi reperti: il taglierino, il sacchetto dove era contenuto e un altro reperto, trovato sempre all’interno del sacchetto. Il sacchetto era nella disponibilità di casa Tizzani. Quindi gli accertamenti genetici che ne verranno fuori dovranno essere interpretati alla luce di questo importante dettaglio. Nel caso che sul taglierino o su altri reperti si trovasse traccia dell’odierno indagato – conclude – , potrebbe essere che questo Dna si sia ‘trasferito’ dal sacchetto al taglierino».