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18 feb 2022

Il Covid ha alleggerito il sacco nero. I bergamaschi a casa inquinano meno

Secondo l’Arpa nel 2020 la raccolta differenziata a livello regionale è cresciuta dell’1,3% mentre i rifiuti sono diminuiti del 3,4%

michele andreucci
Cronaca
A sorpresa la produzione di rifiuti nel 2020 è calata nonostante il lockdown che ha tenuto le famiglie a casa
A sorpresa la produzione di rifiuti nel 2020 è calata nonostante il lockdown

Bergamo - Chi si aspettava un contraccolpo dovuto alla pandemia, con la gente a trascorrere più tempo in casa e quindi a produrre più rifiuti, si è dovuto ricredere. Secondo i dati centrali del nuovo report dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, su "Produzione, gestione e recupero dei rifiuti urbani in Lombardia", nel 2020, l’anno segnato dall’esordio del Covid e dal ricorso massiccio al lockdown e allo smartworking, la produzione dei rifiuti urbani è diminuita sia nella Bergamasca (-0,3%) sia in Lombardia (-3,4%), mentre la raccolta differenziata è cresciuta sia su scala regionale (+1,3 punti percentuali) sia a livello provinciale (+1,7% in terra orobica).

Nel dettaglio, la produzione di rifiuti urbani in Lombardia durante il 2020 è stata pari a 4.677.233 tonnellate, con una contrazione del 3,4% rispetto al 2019. La Bergamasca ha registrato 506.866 tonnellate, appunto in discesa dello 0,3%, e con 460,9 chilogrammi pro capite è tra le più virtuose: si producono meno rifiuti in rapporto alla popolazione solo nelle province di Lodi (446,3 kg pro capite), Milano (444,8) e Monza (426,3%).

La raccolta differenziata regionale è pari a 3.428.177 tonnellate, ed equivale al 73,3% del totale dei rifiuti urbani prodotti (nel 2019 la quota era del 72%). La raccolta differenziata in provincia di Bergamo ammonta a 392.452, in crescita dell’1,7%: Bergamo sale così al 77,42% ed è la quinta provincia. Sempre stando al report dell’Arpa, nei termovalorizzatori lombardi nel 2020 sono state trattate 2.394.605 tonnellate di rifiuti urbani. I dati indicano 58.253 tonnellate trattate nell’impianto A2A di Bergamo, che non riceve direttamente rifiuti urbani dai comuni, ma brucia Cdr, ovvero il combustibile derivato dai rifiuti. Alla Rea di Dalmine, invece, sono state trattate 140.387 tonnellate di materiale. Quanto ai rifiuti speciali, legati principalmente a industrie e attività commerciali, i dati dell’Arpa riepilogano la situazione del 2019. Qui emerge invece una crescita: la Lombardia nel 2019 ha prodotto 18.869.786 tonnellate (+2,4% sul 2018). Nella Bergamasca ne sono state prodotte 2.856.921 tonnellate (+8,52%, il più alto tra tutte le province lombarde). Spiega l’assessore regionale all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo: "La nostra regione resta tra le più virtuose per la raccolta differenziata e per il recupero di materia ed energia. Inoltre, è cresciuto anche il recupero dei rifiuti speciali. A conferma che la Lombardia è all’avanguardia in tema di economia circolare". "La dotazione impiantistica lombarda - sottolinea invece il report dell’Arpa - conferma la capacità di smaltimento in totale autosufficienza, andando spesso a sopperire anche alle carenze impiantistiche di altre regioni".

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