Il San Michele a Paderno d'Adda

Calusco d'Adda (Bergamo), 7 ottobre 2018 - Un ponte, il San Michele, non riaprirà prima del 2021; l’altro, il Trezzo-Capriate, potrebbe a giorni dirottare tutti i camion e i furgoni in autostrada. Situazione da incubo per i pendolari della Bergamasca. Sul fronte del ponte di Paderno, prima della fine dell’anno o più probabilmente l’inizio del 2019 nessuno comincerà a metterci mano, poi saranno necessari due anni per eseguire l’intervento vero e proprio. Per tornare a calcare il San Michele quindi gli automobilisti della Milano-Bergamo via Carnate dovranno molto probabilmente pazientare fino al 2021 inoltrato.

Tempi lunghi: i progetti, a causa di un disguido burocratico, sono stati inoltrati ai funzionari della Soprintendenza di Brescia, che si occupano pure del territorio bergamasco, solo a inizio settimana e per analizzarli ed eventualmente proporre modifiche serviranno non meno di una quindicina di giorni. I tecnici di Rfi devono inoltre ancora ultimare gli accertamenti e i rilievi statici definitivi sullo storico viadotto: le analisi probabilmente richiederanno ulteriori due mesi. «Riteniamo che le misure previste siano eccessivamente diluite nel tempo sebbene la situazione sia emergenziale per gli utenti e gli operatori economici locali», commenta Ruben Bergonzi, presidente del Comitato Ponte San Michele, che riunisce professionisti, commercianti, studenti e pendolari di entrambe le sponde del fiume. Per cercare di fare più in fretta possibile l’assessore regionale alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Claudia Maria Terzi si è offerta di coordinare un tavolo unitario o una sorta di cabina di regìa al Pirellone: «Il progetto non deve subire il rimpallo tra i vari enti preposti al rilascio delle autorizzazioni, che spesso determina lungaggini inaccettabili – spiega – L’obiettivo è che il progetto sia valutato contestualmente dalle diverse istituzioni interessate durante riunioni ad hoc che si terranno in Regione Lombardia in modo da sviscerare ogni eventuale criticità e superarla in tempi molto brevi per partire il prima possibile con i lavori». Per gli attivisti del Comitato però non è sufficiente. «Per accelerare le tempistiche proponiamo la nomina di un commissario straordinario».

Intanto a Trezzo il Comune si fa convincere a non chiudere a camion e furgoni il ponte per Capriate. Un sopralluogo in extremis degli esperti di Città metropolitana e la mediazione della Prefettura hanno spinto il sindaco Danilo Villa a congelare la semi-chiusura. Decisione rimandata a domani, in mattinata i tecnici dell’ex Provincia torneranno sul fiume per testarne lo stato di salute. Già da venerdì, come annunciato dal primo cittadino a inizio settimana, sulla striscia d’asfalto che unisce le province di Milano e di Bergamo, camion e furgoni non avrebbero dovuto esserci più. Tutti dirottati sull’A4.