La Hospital Street
La Hospital Street

Bergamo, 9 settembre 2018 - Dotare alcuni reparti di apparecchiature sempre più moderne e effettuare interventi di manutenzione straordinaria degli immobili del patrimonio aziendale. Va in questa direzione il nuovo bando realizzato dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per mettere all’asta alcuni beni ricevuti in donazione: terreni e case situati nei comuni di Levate, Dalmine, Credaro, Bergamo, Clusone, Bagnatica e Calcinate, suddivisi in 13 lotti, per un importo complessivo di oltre 6 milioni di euro.

Una procedura, quella dell’alienazione di propri immobili, che le varie direzioni aziendali dell’ospedale cittadino portano avanti dal 2004, ben prima del trasferimento nel nuovo complesso e del cambio di denominazione. Da tale data a oggi, sono state indette 9 aste pubbliche. Il tutto con la finalità di procedere a interventi straordinari nei vari reparti del nosocomio e all’acquisto di diverse apparecchiature, tenendo conto della volontà dei donatori che hanno lasciato in eredità un cospicuo patrimonio immobiliare fatto di terreni e edifici.

Per quest’ultimo bando, il ricavato della vendita di alcune donazioni sarà devoluto a reparti già individuati: il denaro che arriverà dall’alienazione degli immobili di Levate e Dalmine, per esempio, andrà alla Radiologia Diagnostica per Immagini. La vendita dell’immobile di via Locatelli a Bergamo, invece, servirà a finanziare l’attività di Oncologia, mentre i proventi dell’immobile di Credaro andranno al reparto malattie di leucemia e tumori dei bambini (Oncologia Pediatrica). Il ricavato dell’asta riguardante gli immobili di Clusone e di galleria Fanzago, a Bergamo, saranno infine devoluti all’Oncoematologia dell’Unità di Oncologia Pediatrica.

Il ricavato della vendita degli altri lotti, senza vincolo di destinazione dei proventi, sarà utilizzato per interventi di manutenzione straordinaria degli immobili del patrimonio aziendale. Per consentire la massima pubblicità all’asta, il bando sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La speranza è di trovare acquirenti disposti a fare un investimento ma anche a sostenere una buona causa per permettere al Papa Giovanni XXIII di mantenere il livello di eccellenza che ormai gli è riconosciuto a livello regionale.