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27 mar 2019

Cazzano Sant'Andrea, operaia uccisa dalla sciarpa : "Il macchinario era sicuro?"

Incidente al lavoro. Vittima una 50enne residente a Gazzaniga

27 mar 2019
francesco donadoni
BG//INFORTUNIO MORTALE SUL LAVORO AL TAPPETIFICIO RADICI DI CAZZANO S.ANDREA//FOTO DE PASCALE
La pattuglia dei carabinieri davanti all’azienda a Cazzano Sant'Andrea
BG//INFORTUNIO MORTALE SUL LAVORO AL TAPPETIFICIO RADICI DI CAZZANO S.ANDREA//FOTO DE PASCALE
La pattuglia dei carabinieri davanti all’azienda a Cazzano Sant'Andrea

Bergamo, 27 marzo 2019 - E' morta soffocata dalla sciarpa che portava al collo. Una tragica fine sul posto di lavoro. La vittima, una donna di 50 anni, Monica Cavagnis, originaria di Vertova ma residente a Gazzaniga, madre di due figli di 18 e 23 anni. L’incidente a Cazzano Sant’Andrea, al Tappetificio Radici.

Secondo una prima ricostruzione, poco prima delle 10.30, l’operaia era al lavoro su un macchinario. Era salita su una apposita scaletta per controllare da vicino il tessuto che stava lavorando e, nell’avvicinarsi ai cilindri in movimento, la sciarpa che portava al collo (o più semplicemente un foulard) si è impigliata negli ingranaggi e le si è stretta al collo soffocandola. I colleghi sono subito intervenuti e un operaio ha tagliato la sciarpa che indossava la vittima. Nel frattempo è stato lanciato l’allarme, ma la donna era già in arresto cardiaco. Il 118 ha inviato due ambulanze e un elicottero. I medici e gli infermieri intervenuti non sono riusciti a salvarla.

Monica Cavagnis, che lavorava al tappetificio da 5 anni, è morta dentro l’azienda, dove sono arrivati il marito e i suoi due figli. Presenti anche i tecnici del reparto di Prevenzione e sicurezza sul lavoro dell’Ats di Bergamo. I carabinieri della stazione di Fiorano al Serio, dopo aver sentito il magistrato di turno, hanno provveduto al sequestro del materiale e della documentazione sulla sicurezza aziendale. «Purtroppo l’abbigliamento dei lavoratori può essere causa di infortuni che a priori sembrerebbero inaspettati – ha precisato Sergio Piazzolla, responsabile sicurezza Area specialistica igiene e sicurezza sul lavoro Ats Bergamo –. Spesso non si avverte la pericolosità di ciò che si indossa, che può interagire con l’ambiente sia meccanicamente che come infiammabilità o conduzione elettrica. Occorre adottare precauzioni e stili di prevenzione che sembrerebbero eccessivi ma che le aziende devono comunicare, prendere e far rispettare per l’incolumità dei lavoratori». Oggi i sindacati incontreranno l’azienda, domani ci sarà un’assemblea dei lavoratori. «Aspettiamo di capire cosa è successo, ma vogliamo anche sapere se il macchinario era dotato di tutte le misure di protezione».

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