Seriate (Bergamo), 7 ottobre 2016 - Antonio Tizzani ieri ha incontrato ancora una volta il suo legale. Accompagnato dal figlio Mario, l’ex capostazione, unico indagato per la morte della moglie Gianna Del Gaudio, è stato per oltre due ore nello studio del suo difensore, l’avvocato Giovanna Agnelli, a Nembro. Un appuntamento che potrebbe sembrare non particolarmente significativo se non fosse da mettere in correlazione con i risultati della perquisizione effettuata martedì mattina dai carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo nella villetta di piazza Madonna della Neve, teatro del brutale omicidio.

Al termine di quel sopralluogo, infatti, gli investigatori avevano sequestrato dei regali (una decina tra profumi e creme di bellezza per un importo complessivo di 200 euro) che la professoressa aveva acquistato (pagandoli con la propria carta di credito) durante la vacanza con il marito a Avellino. Negli scatoloni dei militari erano finiti anche due vecchi cellulari, un tablet e un pc che la vittima usava per i suoi appunti, oltre a biglietti e promemoria scritti da Gianna.

«L’incontro con il mio assistito era già stato programmato – taglia corto l’avvocato Agnelli – e ce ne saranno ancora altri. Per il resto non posso aggiungere altro: aspettiamo i risultati dei Ris che sono importantissimi». Intanto Antonio Tizzani continua a sostenere la versione, raccontata agli inquirenti, dell’uomo incappucciato che avrebbe ucciso Gianna. Questo nonostante l’interesse dei carabinieri sia ormai concentrato sui regali comprati dalla vittima. Cosa dovrebbero provare quelle spese fatte da Gianna? L’ipotesi è che uno dei regali non fosse destinato a un parente ma a una persona estranea all’ambito familiare, particolare che avrebbe potuto scatenare un moto di gelosia da parte di Tizzani. Così come sono ritenuti “interessanti’’ dagli inquirenti anche tutti i biglietti e lettere ricevute da Gianna e considerati come materiale utile per ricostruire la personalità dell’ex insegnante di lettere e capire se nell’ultimo periodo qualcosa fosse cambiato, anche nei rapporti con il marito.

Parallelamente proseguono gli interrogatori di amici e parenti per cercare di risalire a un eventuale movente dell’omicidio e capire se nella coppia fosse sorto qualche contrasto nell’ultimo periodo. Dall’altra parte, invece, i carabinieri continuano a sentire i residenti che abitano nei pressi della villetta del delitto per chiarire la dinamica e verificare l’ipotesi dell’incappucciato fornita da Tizzani agli inquirenti. Un racconto che fino ad ora non ha trovato nessun riscontro. Le telecamere della zona, infatti, non hanno ripreso nessun uomo in fuga quella notte.