Gianna Del Gaudio e Antonio Tizzani (De Pascale)
Gianna Del Gaudio e Antonio Tizzani (De Pascale)

Seriate (Bergamo), 14 settembre 2016 - Lesioni compatibili con percosse. Un braccio contuso. Perfino un paio di denti rotti. Episodi che la professoressa Gianna Del Gaudio, 63 anni, ogni volta che si faceva visitare nelle strutture sanitare, o dal suo medico di base, aveva sempre addebitato come “incidenti domestici” senza presentare alcuna denuncia. Fatti che all’epoca (diversi anni fa) potevano non avere alcuna valenza. Del resto, per i medici che avevano curato l’insegnante, uccisa brutalmente con un taglio alla gola nella notte tra il 26 e il 27 agosto, non c’erano motivi per dubitare o sospettare della sua onestà. Anche perchè erano contusioni o abrasioni, mai comunque con prognosi di una certa rilevanza.

Ma alla luce dell’omicidio, il fatto che tutti quegli episodi siano avvenuti dentro la villetta di piazza Madonna della Neve, dove abitavano Gianna e il marito Antonio Tizzani, 68 anni, per ora unico indagato a piede libero, per gli inquirenti potrebbere essere interpretato in modo diverso. Gli investigatori ora vogliono vederci chiaro, soprattutto capire se la vittima subiva aggressioni. Questo perché, sempre secondo gli inquirenti, quei referti sarebbero compatibili con delle percosse. E se tutto ciò fosse confermato si aprirebbe uno squarcio sul delitto, sempre più orientato nell’ambito familiare. Ed è per questo che i carabinieri stanno scandagliando la vita di Antonio Tizzani, che fino ad ora ha sempre sostenuto la versione del ladro incappucciato, entrato in casa poco dopo mezzanotte per rubare. E che una volta scoperto, avrebbe ucciso la donna. Ma oltre alla vita privata di Tizzani, gli investigatori stanno sentendo persone vicine alla coppia e ai due figli proprio per approfondire le relazioni familiari. Perché la chiave del giallo sembra sempre più legata ai retroscena domestici.