Gli investigatori cercano elementi per avvalorare o meno la versione fornita dal marito della vittima
Gli investigatori cercano elementi per avvalorare o meno la versione fornita dal marito della vittima

Seriate, 2 settembre 2016 - I risultati degli accertamenti scientifici dei Ris, che mercoledì mattina per cinque ore, dalle 10 alle 14.40, hanno passato al setaccio la villetta di piazza Madonna della Neve, a Seriate, teatro dell’omicidio di Gianna Del Gaudio, di 63 anni, potrebbero fornire una svolta investigativa e indirizzare le indagini, coordinate dal pm Laura Cocucci, verso una pista certa. Che al momento non c’è. Così come non è stata ancora trovata l’arma usata per uccidere l’ex professoressa di italiano.

Ci sono ipotesi sulle quali stanno lavorando i carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo con i colleghi della Tenenza di Seriate. E l’attività degli specialisti di Parma va proprio nella direzione di verificare, con gli appositi strumenti scientifici, la presenza nella villetta di una persona estranea. Al momento il dato certo è la ricostruzione fatta agli inquirenti da Antonio Tizzani, 68 anni, ex capostazione, marito della vittima e unico indagato a piede libero, un atto dovuto a sua tutela.

È stato lui a trovare il corpo della moglie con la gola tagliata. Lui ha raccontato agli investigatori di aver visto un ladro fuggire, testimonianza che non convince appieno. I figli intanto fanno quadrato attorno a Tizzani. Tutti descrivono Gianna e Antonio come una coppia perfetta che, nonostante i 35 anni di matrimonio, ancora si guardava con gli occhi da innamorati. Dal loro matrimonio sono nati due figli, Paolo, primogenito, che abita con moglie e due bambini a una ventina di metri dalla villetta dei genitori. È stato lui a offrire ospitalità al padre. E qui, mercoledì sera, Antonio Tizzani, verso l’ora di cena si è lasciato andare a uno sfogo: «Quando succederà quello che penso parlerò, e allora vorrò le scuse da tutti». Non una parola sull’omicidio della moglie. L’altro figlio della coppia, Mario, abita a circa un chilometro di distanza.

Un quadretto perfetto, eppure c’è un dettaglio all’attenzione dei carabinieri. Una discussione tra marito e moglie proprio la sera del delitto. Se questo dettaglio fosse confermato potrebbe assumere una diversa rilevanza, soprattutto alla luce di quanto è poi successo. Ma Tizzani inisiste nella sua versione e descrive uno scenario agghiacciante con un ladro che entra in casa mentre sta sistemando dopo la cena. Una versione che lascia aperti diversi dubbi. Ed è per questo che il procuratore Walter Mapelli, mercoledì ha lanciato una sorta di invito ai residenti che hanno instellato videocamere nella zona a farsi avanti. Filmati che potrebbero contribuire alla soluzione di questo giallo di fine estate.