Gianna Del Gaudio, nel riquadro giallo
Gianna Del Gaudio, nel riquadro giallo

Seriate (Bergamo), 24 settembre 2016 - Un coltello a serramanico di Antonio Tizzani (lo teneva in un borsello) compatibile con la ferita mortale che ha dilaniato la gola della moglie Gianna Del Gaudio. Lo hanno sequestrato ieri pomeriggio i carabinieri del Nucleo investigativo di Bergamo, durante una perquisizione nella villetta di Paolo Tizzani, 33 anni, il figlio primogenito della vittima e di Antonio, 68 anni, ex ferroviere e unico indagato (a piede libero) per l'omicidio avvenuto a Seriate nella notte tra il 26 e il 27 agosto.

La perquisizione è la prima effettuata nella casa del figlio, dove Antonio Tizzani è andato ad abitare il giorno dopo il delitto. E dove ha portato il coltello a serramanico, con una lama lunga circa 10 centimetri, custodito in un borsello. Che sia l’arma usata per uccidere la professoressa, lo potranno dire solo gli specialisti del Ris di Parma a cui è stato inviato per essere sottoposto ad accertamenti.

A quattro settimane dal delitto dell’insegnante di lettere in pensione, gli investigatori hanno deciso di concentrare la loro attenzione sull’abitazione, posta a una ventina di metri da quella dei genitori, dove vivono Paolo, la moglie Elena, i loro due bambini piccoli ed è ospitato il nonno, Antonio Tizzani. I carabinieri sono arrivati intorno alle 15. Ad attenderli l’indagato e il suo legale, l’avvocato Giovanna Agnelli, la cui presenza è dovuta al fatto che si trattava di un accertamento cosiddetto irripetibile. I militari hanno passato al setaccio prima il giardino, frugando anche nella siepe esterna poi tutte le stanze del la villetta a schiera di piazzetta Madonna delle Neve, che ha un secondo ingresso in via Monte Campione. Il sopralluogo (che segue quello compiuto il giorno prima nella zona dei box, uno scantinato suddiviso in quattro corselli collegati da tre passaggi dove gli investigatori hanno ispezionato tutti i tombini con telecamere e rilevatori è durato poco più di un’ora e pare che Tizzani, di fronte al ritrovamento dell’arma, abbia preferito non dire nulla, proseguendo nella scelta di stare in silenzio dopo aver ribadito agli inquirenti di aver visto la notte dell’omicidio un uomo incappucciato scappare dal giardino. Ma per il momento, come ha sottolineato il procuratore di Bergamo, Walter Mapelli, non esiste alcun riscontro della presenza dell’incappucciato. Così come starebbe vacillando la versione su strani movimenti nei pressi della casa.