Presidio dei lavoratori Mediaworld

Curno (Bergamo), 3 marzo 2018 - Più forti della neve. Neppure l’abbondante e fitta nevicata che ieri mattina si è abbattuta su tutta la Bergamasca ha impedito ai dipendenti Mediaworld di Curno di scendere in strada a manifestare sotto la sede del Gruppo, contro la decisione di chiudere la direzione e spostare 500 persone a Verano Brianza. “Armati” di striscioni e cartelli di protesta - “Trasferimento a Verano, Monza Brianza. Raus!”; “Trasloco sotto costo. Self control, please” - i lavoratori, accompagnati dai sindacati di categoria, hanno ribadito il proprio “no” al trasferimento.

Lo sciopero di ieri, oltre alla sede bergamasca, riguardava anche gli altri punti vendita italiani, oltre 100 con circa 6mila dipendenti, tra cui quelli di Brescia e di Erbusco. Soddisfatti i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, Mario Colleoni, Sonia Nigro, Nicholas Pezzè, Alberto Cierio, Terry Vavassori e Maurizio Regazzoni, secondo i quali l’iniziativa ha ottenuto una grande adesione: «In occasione dello sciopero nazionale - sottolineano - il presidio fuori dalla sede centrale è stato un successo: oltre il 50% di adesioni si sono registrate a Curno e più dell’80% a Grassobbio. Tutto questo è indice di una partecipazione dei lavoratori anche al di sopra delle aspettative».

Per i sindacalisti, «L’azienda si è più volte data piani industriali che non hanno funzionato e anche oggi quello prospettato non fornisce alcuna garanzia. Vogliamo sederci a un tavolo per discutere su un piano aziendale che tenga conto delle condizioni dei lavoratori prima di pensare a esuberi o modifiche unilaterali del contratto». «Quanti accetteranno un trasferimento che comporta, tra andata e ritorno, cento chilometri al giorno? - chiede polemicamente Terry Vavassori (Fisascat Cisl) -. Senza contare che oltre il 30 per cento circa dei contratti è part-time e quindi lo spostamento a Verano Brianza non risulta conveniente. Quella presa dall’azienda è una decisione assolutamente inspiegabile».

«È inammissibile quanto prospettato dall’azienda - protestano sotto la neve alcuni lavoratori Mediaworld di Curno -. Come facciamo a spostarci ogni giorno dalla Bergamasca in provincia di Monza Brianza? Come può essere stata partorita un’idea del genere. Chi l’ha progettata, dimostra poco rispetto per noi dipendenti».

Sul piatto c’è la vendita della palazzina di via Lega Lombarda, «strategica per ottenere quelle risorse finanziarie necessarie per accelerare l’implementazione del piano», aveva spiegato l’azienda due settimane fa. Che ieri ha ribattuto: «La scarsa partecipazione unita alla presenza di tutti coloro che oggi sono venuti normalmente in ufficio - ha ribattuto l’azienda - dimostra che i nostri collaboratori hanno compreso le ragioni alla base del piano di trasformazione e sviluppo. Non comprendiamo la reazione sindacale; non abbiamo comunicato alcun licenziamento né abbiamo annunciato esuberi. Abbiamo condiviso un piano di trasformazione necessario, alla luce dei cambiamenti di mercato che vedono un forte sviluppo dell’e-commerce, ci auguriamo di proseguire il dialogo in un’ottica costruttiva».

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