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24 apr 2022

L’usura è il nuovo incubo degli imprenditori orobici

Bergamo, la paura più grande è quella di finire nelle mani degli strozzini

La paura più grande, è quella di finire in mano agli strozzini. Una novità figlia di questi tempi, visto che storicamente nella Bergamasca faceva fatica a passare il messaggio del rischio di usura e di infiltrazioni mafiose. E’ quanto emerge da un’indagine di Ascom Confcommercio Bergamo presentata in occasione della 9ª edizione della Giornata “Legalità, ci piace“, secondo la quale per il 29% degli imprenditori bergamaschi l’usura spaventa più di furti e rapine. Un dato ancora più alto del nazionale, dove la “percezione“ del pericolo si ferma al 27%.

"Purtroppo - spiega il direttore di Ascom Oscar Fusini (foto) - spesso l’imprenditore vede nell’usura l’unica ancora di salvezza e la va a cercare. Ammaliato da una mano amica, che si presenta con un approccio soft, e che diventa un cappio al collo, che si stringe sempre di più". L’indagine mette in evidenza che il 16% degli imprenditori bergamaschi è molto preoccupato a causa dell’esposizione al rischio di usura, racket ed estorsioni. Nel Nord Ovest, area in cui rientra la Bergamasca, il 9,7% delle imprese del territorio di mercato percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021. I fenomeni che colpiscono maggiormente la percezione degli imprenditori dopo l’usura (29%), sono quelli dei furti (23%), abusivismo (21%9), aggressione (18%), contraffazione (17,7%), estorsione (17%), rapine (16,2%) e atti di vandalismo (13,9%). Tra le attività più in difficoltà i bar, penalizzati dalla pandemia, stanno registrando chiusure altissime. L’obiettivo è prevenire, rafforzando la collaborazione tra le istituzioni.

"Di fronte al timore degli imprenditori, la nostra associazione non può rimanere inerte - sottolinea Giovanni Zambonelli, presidente Ascom Confcommercio Bergamo - . Negli anni con il Comando provinciale della Guardia di Finanza si è consolidato un rapporto diretto e fattivo e, di recente, con l’associazione Libera e il tavolo della legalità del Comune di Bergamo abbiamo rafforzato la collaborazione per potenziare la sensibilizzazione di cittadini e imprese verso questo pericolo". "Il momento attuale - conclude il direttore di Ascom, Oscar Fusini - è particolarmente favorevole per l’infiltrazione di queste pratiche. C’è una forte discrasia tra l’opinione pubblica che vede ormai finite crisi e pandemia e la realtà, perchè è proprio ora che cessano le moratorie e le imprese sono in difficoltà, per mancanza di liquidità, a restituire i debiti". Michele Andreucci

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