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14 mag 2022

Inquinamento dell’acqua, chiesti tre anni per l’ex sindaco di Valleve

A dicembre del 2017 si sentirono male 76 tra cittadini e villeggianti della frazione Cambrembo. "Vicenda gestita con superficialità"

"Una situazione che è stata gestita male e con superficialità da persone incompetenti che hanno consigliato male. È mancata professionalità, si è agito con negligenza". Cattaneo, in qualità di responsabile unico del servizio idrico e fognario, avrebbe omesso i controlli di qualità e così anche la clorazione dell’acqua affidando la manutenzione dell’impianto a un addetto non qualificato. È un passaggio della requisitoria del pm Laura Cocucci al processo (giudice Bianca Maria Bianchi) a carico dell’ex sindaco di Valleve, Santo Cattaneo (nella foto), che deve rispondere del reato di inquinamento dell’acqua che a dicembre del 2017 fece star male 76 tra cittadini e villeggianti della frazione Cambrembo. Tra gli altri batteri e parassiti, nell’acqua di sorgente che scendeva dai rubinetti fu rintracciata anche la giardia. Per l’accusa ci sono state delle manchevolezze nella gestione della vicenda e alla fine ha chiesto per Cattaneo la condanna a tre anni. Cosa era successo? Un muro deviava gli scarichi dalla vecchia alla nuova fognatura. Scarichi del condominio e dell’albergo San Simone. Il muro, come è stato raccontato, quando sono andati a controllare non c’era più. Oltre una ventina (27 per la precisione) di villeggianti, proprietari di seconde case di vacanza, hanno deciso di costituirsi parte civile. "Della tutela dei cittadini Cattaneo ha dimostrato totale spregio anteponendo ad essa delle esigenze squisitamente economiche". La richiesta del risarcimento, nel totale supera i 200 mila euro. Il difensore di Cattaneo, avvocato Enrico Pelillo ha sottolineato che questa "è una vicenda dolorosa, anche per via degli effetti che ne sono derivati. Ma non è vero che Cattaneo ha avuto un comportamento prezzante, passivo. Si era dato subito da fare". Il difensore ha chiesto per Cattaneo l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato e in subordine una pena minima. F.D.

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