Guardia di Finanza e carabinieri fuori dal municipio di Foppolo
Guardia di Finanza e carabinieri fuori dal municipio di Foppolo

Foppolo (Bergamo), 9 novembre 2018 - La vicenda è quella della maxi tangente per cercare di far approvare il Pgt (Piano del governo del territorio) di Foppolo, un piano che prevedeva faraonici progetti attorno agli impianti di sci. Sui racconti degli indagati ha preso forma il filone d’inchiesta (il pm è Gianlugi Dettori) sulla nota località turistica della Valle Brembana, con il sequestro preventivo finalizzato alla confisca anche per equivalente di 480mila euro nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia, Enrico Piccinelli, dell’ex sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera, e dei fratelli commercialisti Maria Cristina e Fulvio Boccolini, quattro dei nove indagati sul nuovo capitolo del caso-Foppolo.

Quei 480mila euro per il gip Ilaria Sanesi rappresentano "il prezzo del reato di corruzione". Così sono scattati i sequestri da parte della Finanza su conti correnti, immobili, terreni e polizze. Nello specifico, a Berera è stato sequestrato il 50 per cento dello chalet a Foppolo, con vista sul municipio (sistemato con i soldi della società Brembo Super Ski, per cui Berera è stato anche indagato); l’altro 50 per cento è intestato alla moglie, Roberta Valota. Annessa alla casa c’è l’autorimessa. Valore dell’immobile: 230mila euro.

Quanto ai fratelli Boccolini, è stato sequestrato un immobile a Bergamo, intestato a Maria Cristina, per un valore di 200 mila euro. A entrambi conti per 30mila euro. Infine, all’ex senatore Enrico Piccinelli, a suo tempo anche assessore provinciale all’Urbanistica, le Fiamme gialle hanno sequestrato quattro particelle catastali (terreni ad Albino, in Valle Seriana, ricevuti in eredità), 27mila euro dai conti correnti e 10mila in titoli. Beni per un milione e 900 mila euro circa erano finiti sotto sequestro nell’ambito dei filoni precedenti dell’inchiesta.

Intanto i curatori fallimentari della società Brembo Super Ski hanno voluto fare alcune precisazioni, dopo la bufera giudiziaria. "Il comprensorio di Foppolo e Carona sa ancora attrarre, nonostante le difficoltà: lo dicono i numeri". A sottolinearlo sono stati l’avvocato Anna Maria Angelino e i commercialisti Alberto Carrara e Federico Clemente, alla vigilia del terzo anno di esercizio provvisorio. Il loro obiettivo è trovare un imprenditore in grado di rilevare i beni dell’azienda, fallita il 24 febbraio 2017, schiacciata da debiti e ridimensionata dall’inchiesta della procura.

"Sommando Foppolo e Carona, nell’ultima stagione abbiamo registrato 113mila primi ingressi – ha spiegato Carrara – sono dati in linea con la media degli ultimi sette anni". Di questi, oltre 79mila a Foppolo. A Carona si è passati da 16.600 (2016-2017) ai 33mila del 2017-2018.

Al netto delle difficoltà, dunque, la stazione sa ancora richiamare sciatori e turisti e generare reddito: gli incassi 2017-2018 ammontano a un milione e 980mila euro. L’asta dell’11 settembre è andata deserta, questo sarà il terzo e ultimo esercizio provvisorio. La seconda asta è in programma il 29 gennaio. Nel caso non si presentasse nessuno, si procederà alla nuova messa in vendita.