La sede di Brembo Ski
La sede di Brembo Ski

Foppolo (Bergamo), 30 ottobre 2018 - Sbloccare il Pgt era determinante. Lo dice l’ex sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera, spiegando che per la sua amministrazione l’approvazione «rappresentava uno snodo fondamentale per l’espansione e il rilancio del territorio del comprensorio sciistico». Ma il progetto incontrava difficoltà nell’approvazione da parte della Provincia. E allora serviva una persona che potesse sbloccare, ed era stato individuato in Enrico Piccinelli, all’epoca assessore all’Urbanistica della Provincia e parlamentare (è stato senatore per Forza Italia). È un passo del decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Ilaria Sanesi che ha bloccato, ai fini della confisca, 480mila euro per equivalente a Berera, Piccinelli, e ai fratelli commercialisti Maria Cristina e Fulvio Boccolini che fecero da intermediari nell’operazione avvenuta nel 2014. Tutti e quattro quattro, chi più, chi meno, avrebbero intascato una parte della somma. 

Per la Procura quei soldi rappresentano una parte della maxi tangente per sbloccare il Pgt e portare lavoro ai costruttori dell’Alta Valle Brembana. Secondo le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza, coordinate dal pm Gianluigi Dettori, i 480mila euro erano stati raccolti dagli impresari Battista Vistalli e Mauro Regazzoni e dall’architetto Flavio Papetti interessati al mega piano di sviluppo di Foppolo e Valleve, e mascherati attraverso un atto di compravendita sottoscritto da Vistalli e da Giacomo Martignon, amministratore della Foppolo Risorse, la partecipata del Belmont. Berera li avrebbe poi consegnati in una valigetta alla Boccolini.

A questa ricostruzione gli inquirenti sono arrivati partendo dalle testimonianze dell’ex sindaco di Foppolo, oggi sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora ma a luglio portato in carcere per la mazzetta in Austria, e dei due consulenti finanzieri, che con Piccinelli avevano un rapporto di amicizia. Piccinelli (difeso da Giorgio Rossi e Mauro Angarano) ascoltato in Procura a fine luglio, ha negato ogni coinvolgimento. Altri 300mila euro sarebbero stati convogliati, nel 2014, su un fiduciaria svizzera tramite l’imprenditore bresciano Sergio Lima. Ma sono ancora in corso accertamenti. Il Pgt di Foppolo e Valleve, alla fine, non fu mai approvato. In totale la Finanza ha sequestrato conti e beni per 2 milioni e mezzo.