La Guardia di finanza
La Guardia di finanza

Bergamo, 11 settembre 2018 - I militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Bergamo, dalle prime ore della mattinata, stanno eseguendo 7 misure di custodia cautelare in carcere a carico dei principali esponenti di un'associazione per delinquere di matrice campana ed albanese, dedita ad attività estorsive, rapina, lesioni, spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, minacce e detenzione illegale di armi clandestine.

Il provvedimento, firmato dal gip del Tribunale di Bergamo, Massimiliano Magliacani, su richiesta del sostituto procuratore Fabio Pelosi, rappresenta "l'epilogo di una delicata indagine condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo nell'ambito della quale, in diversi interventi, sono già stati arrestati altri 6 componenti del sodalizio criminale". I destinatari del provvedimento odierno, tutti pluripregiudicati, alcuni dei quali per associazione per delinquere di stampo mafioso e omicidio, operavano in danno di imprenditori ai quali, con l'uso della violenza, imponevano il pagamento di ingenti somme di denaro a titolo di "protezione" della loro attività. Le indagini si sono rivelate lunghe e laboriose, contornate da momenti di altissimo rischio, come nella circostanza in cui i finanzieri si sono imbattuti "in diretta" in un tentato omicidio, non andato a buon fine solo per l'inceppamento dell'arma da parte del suo autore, in seguito individuato ed arrestato. Numerosi gli episodi di estorsione e di violenze fisiche accertati nei confronti di imprenditori locali, costretti a corrispondere somme di denaro, anche arrivando a cedere le loro attivitaà ai membri del sodalizio. In una di queste occasioni, i finanzieri sono intervenuti e hanno tratto in arresto due appartenenti all'associazione per delinquere, mentre stavano incassando da un imprenditore all'interno di un bar 5.000 euro a titolo di estorsione. Tre persone di nazionalità albanese sono state, invece, arrestate per spaccio di sostanze stupefacenti, con un quarto soggetto per reati inerenti la legge sull'immigrazione.

La violenza e i modi cruenti utilizzati dal gruppo criminale per convincere le vittime a sottostare alle pressanti richieste, sono stati documentati dai filmati ripresi durante le indagini, che testimoniano i pestaggi cui venivano sottoposti gli imprenditori. Durante l'attività investigativa sono state anche sequestrate 4 armi clandestine con matricola abrasa, 2 delle quali occultate all'interno di una poltrona di un ufficio, oltre a numerosi proiettili, un silenziatore e denaro contante.

(fonte AGI)