Daniele Ferrari
Daniele Ferrari

Bergamo, 27 novembre 2020 - Svolta nelle indagini per l’omicidio di Daniele Ferrari, 52 anni, imprenditore nel settore delle ristrutturazioni, di Castione della Presolana (dove ci sono ancora i suoi parenti) ucciso la sera del 14 luglio vicino alla diga Avis a Windhoek, capitale della Namibia, dove risiedeva: tre uomini sono stati arrestati (come è stato riportato dal giornale locale The Namibian) per l’omicidio.

I presunti autori avrebbero già fatto una prima apparizione in tribunale e il loro caso è stato aggiornato al 9 aprile 2021. Per ora Muvua Antonio Cheme (25 anni), Kefas Iileka (33 anni) e Johannes Shetunyenga (32 anni) rimangono in custodia. Sono accusati di omicidio, rapina in circostanze aggravanti e tentato omicidio. "Ieri (mercoledì 25 novembre, ndr) – si legge ancora nella nota data dal giornale sul web – la polizia ha annunciato di aver arrestato Kefas Iileka e Johannes Shetunyenga, entrambi residenti nella zona Havana di Windhoek, il giorno prima. La polizia ha anche dichiarato che sono stati recuperati oggetti rubati a Ferrari, compreso orologio, portafoglio e cintura". L’imprenditore era nato in Africa, dove i genitori si erano trasferiti da Castione della Presolana, alta Valle Seriana, oltre mezzo secolo fa per motivi di lavoro. La famiglia comunque ha sempre mantenuto contatti con il paese d’origine, dove risiedono numerosi parenti e dove Ferrari tornava spesso, soprattutto d’estate.

La rapina era stata messa a segno nel mese di luglio nella città di Windhoek, nella riserva di Avis Dam, una zona dove molte persone, tra cui lo stesso Ferrari, portano a spasso i cani. L’imprenditore, da quello che è stato possibile ricostruire, sarebbe stato aggredito da due persone, vestite di scuro e armate di machete e coltelli. Dopo l’aggressione mortale gli autori si sono dileguati portandosi via il cellulare. In soccorso di Ferrari erano intervenuti due uomini, a loro volta rimasti feriti e poi medicati in ospedale. La sorella di Daniele Ferrari, che viveva come lui in Namibia, preoccupata perché non rispondeva al telefonino si era recata nella zona scoprendo il corpo senza vita del fratello.