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28 apr 2022

Hamadi voleva settemila euro poi il raptus con venti martellate

Secondo il gip è il motivo alla base dell’omicidio dell’imprenditore Anselmo Campa

francesco donadoni
Cronaca
Hamadi El Makkaoui a sinistra e nella fotografia sotto. A destra Anselmo Campa
Hamadi El Makkaoui a sinistra e nella fotografia sotto. A destra Anselmo Campa
Hamadi El Makkaoui a sinistra e nella fotografia sotto. A destra Anselmo Campa

di Francesco Donadoni

Hamadi El Makkaoui riteneva di essere in credito nei confronti di Anselmo Campa. Di quanto? Dai calcoli che aveva fatto il 22enne di origini marocchine, da domenica in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, il credito ammontava sui 6-7mila euro. Denaro che l’imprenditore 56enne di Grumello del Monte si sarebbe rifiutato di corrispondere all’ex fidanzato di sua figlia Federica. Oltre a quella somma, avrebbe negato di versare altri 500 euro che Hamadi, per tutti Luca Makka, pretendeva. Soldi per la restituzione della Renault Clio rossa, che Campa aveva dato alla figlia quando stava insieme a Luca e che ora pretendeva indietro. Ma per tornarne in possesso, avrebbe dovuto versare quei 6-7mila euro, più altri 500 euro. È quanto ha scritto il gip all’indomani dell’interrogatorio di convalida nella sua ordinanza in cui non convalidato il fermo ma ha applicato la misura cautelare nei confronti di El Makkaoui, in carcera a Bergamo e difeso dall’avvocato Fabio Marongiu. Il giudice nella sua ordinanza, rileva poi come la condotta del 22enne è stata originata da motivi di carattere economico che, se non futili sono senza ombra di dubbio legati ai vizi di gioco e da stupefacenti che hanno dato sfogo a uno spropositato impulso omicida, con perdita dei freni inibitori. Viene riconosciuto come ha confessato l’omicidio e poi ha condotto i carabinieri nel posto, tra i boschi, vicino al fiume Oglio, dove aveva nascosto il martello usato per colpire l’imprenditore. Dall’autopsia si sono contati una ventina di colpi. A confermare i motivi del dissidio tra l’omicida e la vittima è stata anche la figlia dell’imprenditore, Federica. Mentre dalle intercettazioni telefoniche, dopo i fatti, emerge, da parte di El Makkaoui una spasmodica ricerca dell’alibi da confermare a suo fratello e a sua madre. Intanto ieri la salma dell’imprenditore è tornata a Grumello del Monte dove è stata allestita la camera ardente nella chiesina del Buon Consiglio. Ieri la figlia Federica, la ex moglie di Campa, i parenti e gli amici del Circolino hanno fatto visita. I funerali si svolgeranno domani alle 15.

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