Felice Gimondi
Felice Gimondi

Bergamo, 17 agosto 2019 - La salma di Felice Gimondi, morto venerdì mentre faceva il bagno nelle acque di Giardini Naxos, lascerà domani l'obitorio dell'ospedale di Taormina. La camera ardente e' stata fissata, infatti, nella chiesetta di Paladina, comune della Bergamasca (distante una quindicina di chilometri da Bergamo) dove il campione abitava con la famiglia da oltre 30 anni. La procura di Messina ha infatti deciso di non compiere l'autopsia avallando il referto di morte, compilato da un medico legale, che parla di decesso dovuto a cause naturali.

Gimondi, infatti, era stato colto da improvviso malore mentre era in acqua in compagnia della moglie Tiziana, sposata 51 anni fa. L'ex campione si trovava da qualche giorno in vacanza in Sicilia in compagnia di una copia di amici e sarebbe dovuto rientrare a casa tra oggi e domani. Padre molto affettuoso di Norma e Federica, che hanno raggiunto la mamma in Sicilia, aveva piu' volte espresso il profondo rammarico di non aver dedicato piu' tempo alle figlie, allora bambine e poi adolescenti, e alla stessa moglie, conosciuta in una Milano-Sanremo a Diano Marina, in quanto molto impegnato nell'attivita' ciclistica.  "Abbiamo avuto la fortuna di vivere con un papa' eccezionale sono ogni aspetto: pure in quel ruolo e' stato un campione senza pari" le parole della figlia Norma, avvocato, appassionata di ciclismo e che seguito spesso il papa', una volta ritiratosi dall'attivita' agonistica, nei parecchi spostamenti per presenziare a manifestazioni organizzate in suo onore.
 

MATTARELLA: "DIEDE PRESTIGIO AL PAESE" - E subito dopo il decesso del celebre sportivo sono stati stati tanti i commenti che, in queste ore, hanno commemorato la memoria dello ciclista bergamasco. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nell'esprimere il suo cordoglio ai familiari e ricordando i suoi successi ha ricordato quanto Gimondi avesse portato "prestigio all'Italia nello sport e il suo stile di grande valore nel comportamento sportivo e umano".

FONTANA: "SIMBOLO DEI LOMBARDI" - "Ci lascia un monumento dello sport italiano. Un campionissimo del ciclismo, che ha esaltato la mia generazione con imprese uniche. Un atleta che sulla bicicletta esprimeva tutta la caparbietà e la voglia di arrivare dei bergamaschi e, più in generale, dei lombardi. Che riposi in pace", ha detto il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. Che ha aggiunto: "Mi piace pensare che lassù abbia già incontrato Coppi, Bartali e tutti gli altri campioni che hanno scritto la storia del ciclismo".

ASSOCORRIDORI: "UNA LEGGENDA" - L'Assocorridori italiana di lui, invece, lo ha definito "un grande uomo e leggenda dello sport" e nel comunicato aggiungono: "I ciclisti italiani di ieri e di oggi lo ricordano con affetto, per ognuno ha avuto una buona parola o un consiglio". E Cristian Salvato, presidente dell'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti italiani, ha dichiarato: "Felice è stato un campione dalla classe sopraffina, la sua eleganza era fuori dal comune sia in sella che giù dalla bici. La sua tenacia e professionalità resteranno un esempio per tutti noi".