Bergamo, 15 ottobre 2017 - "Cinquecento milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030". L'annuncio arriva da Bergamo, duranteil G7 dell'Agricoltura con il ministro Maurizio Martina che ha annunciato "impegni concreti" dei sette Paesi partecipanti al summit. "È questo l'obiettivo che confermiamo come G7 agricoltura nel solco di Taormina e nella più ampia cornice 'Fame zero' dell'Onu - aggiunge il ministro - Il ruolo della cooperazione agricola sarà decisivo per raggiungere questo traguardo, perché la maggioranza delle persone che soffrono la fame vive in aree rurali. La fame è una questione prima di tutto agricola. Per questo abbiamo deciso di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa attraverso la condivisione di buone pratiche per aumentare la resilienza e accompagnare lo sviluppo delle comunità locali. Abbiamo affrontato anche il tema della difesa dei redditi degli agricoltori davanti alle crisi dovute al cambiamento climatico e a quelle economiche, affidando il mandato alla Fao per studiare azioni sul tema".

LA DICHIARAZIONE - L'accordo tra tutti i ministri partecipanti al G7 vede alcune priorità: tutela del reddito dei produttori dalle crisi climatico-ambientali, mandato alla Fao per studiare un programma di azioni e individuare una definizione unitaria di evento catastrofico che oggi manca; più cooperazione agricola con l'Africa; maggiore trasparenza nei prezzi del cibo; battere lo spreco alimentare; tracciabilità per sistemi produttivi territoriali. "Ci sono temi - ha aggiunto Martina - sui quali dovremo aumentare ancora gli sforzi, come la protezione dei suoli e la biodiversità, la maggiore trasparenza nella formazione del prezzo del cibo e la riduzione radicale dello spreco alimentare. Su questi fronti serve più consapevolezza, ognuno deve sentire forte la propria responsabilità. Anche per questo abbiamo voluto un G7 aperto, con una settimana dedicata dalla città di Bergamo a decine di appuntamenti sul tema del diritto al cibo, in continuità col lavoro che l'Italia ha fatto con Expo Milano".

LA CARTA DEL BIOLOGICO -  A due anni dalla condivisione della Carta del biologico a Expo Milano 2015 e a partire dalle esperienze dei Paesi del G7 e delle principali organizzazioni internazionali,  è stata presentata "La Carta del biologico di Bergamo", una dichiarazione comune per dare rilievo all'agricoltura biologica come strumento di trasformazione dei sistemi agricoli mondiali per il contrasto ai cambiamenti climatici e per la lotta alla fame. La Carta mira anche a riconoscere il ruolo svolto dagli agricoltori nella tutela e salvaguardia dell'ambiente, della biodiversità e del paesaggio rurale.