Bergamo, 28 giugno 2018 - Un'ora di interrogatorio davanti al gip. Giuseppe Berera, ex sindaco di Foppolo, in carcere da lunedì assieme agli imprenditori Sergio Lima e Giancarlo Montini per corruzione, ha parlato. Ha deciso di collaborare. E lo dimostra. Assistito dall’avvocato Enrico Pelillo, Berera ha spiegato al giudice Ilaria Sanesi, la stessa che ha firmato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare (presente anche il pm Gianluigi Dettori, titolare del fascicolo) che quella tangente da 75mila euro, denaro passato dalle tasche di Sergio Lima, era destinata a lui. Rotto il fronte, una parte del sacco si svuota. I soldi erano transitati sul conto di una banca di Innsbruck, conto che era stato aperto da Montini, imprenditore con casa in via Porta Dipinta, in Città Alta, trait d’union di tutta l’operazione, e su cui Berera era stato autorizzato a operare.

L'ex sindaco riferendosi a quel conto ha detto di ricordarsi solo di 50mila euro che avrebbe prelevato in due tranche su indicazione di Montini, che risulta proprio titolare del conto aperto il 5 agosto 2011 (lo stesso giorno in cui la Lifi Sport aveva accreditato i 60mila euro) e chiuso il 23 marzo 2015. Insomma lo spirito collaborativo intrapreso da Berera servirà per far piena luce su questa vicenda che potrebbe regalare altre sorprese. Sicuramente l’x sindaco di Foppolo prossimamente verrà sentito anche dal pm in quello che potrebbe diventare una confessione sul sistema Foppolo, a partire dagli incendi alle seggiovie degli impianti di risalita Ronchi-Quarta Baita-Montebello (8 luglio 2016) e al fallimento della società Brembo Super Ski.

Collaborativo è stato anche Sergio Lima, difeso dall’avvocato Benedetto Maria Bonomo. Ha parlato per un’ora e mezzo. Inizialmente, secondo l’imprenditore della Val Trompia, i bonifici erano mirati a saldare un debito di 110mila euro con Montini per un’operazione commerciale effettuata in Camerun. Secondo chi indaga invece erra stato “assoldato” l’ex sindaco di Foppolo per beneficiare di affidamenti diretti di lavori della Brembo Super Ski: circa 4 milioni e 592 mila euro – stimano sempre gli inquirenti – senza passare da gare di evidenza pubblica.

Chi ha scelto, per ora, la linea del silenzio, è l’imprenditore Giancarlo Montini, difeso dall’avvocato Giorgio Gallico del Foro di Brescia: davanti al gip ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma non è escluso che prossimamente anche il suo atteggiamento possa modificare. Nel frattempo le indagini vanno avanti ad ampio raggio; si profilano nuovi sviluppi che potrebbero aprire scenari solo sfiorati fino ad ora.