Bergamo, 17 aprile 2018 - Tutto è iniziato dall’incendio doloso appiccato la notte tra il 7 e l’8 luglio 2016 alle seggiovie della Quarta Baita e Montebello, Foppolo, in Alta Valle Brembana. Indagando su quell’episodio ancora avvolto nel mistero, è emerso uno spaccato sconcertante. Fatto di intrighi, artifici contabili, faide personali, aggressioni. Un anno e nove mesi dopo, l’inchiesta - coordinata dal pm Gianluigi Dettori - è arrivata a una svolta destinata a lasciare il segno: 12 indagati, molti di assoluto spessore per la zona. Ad iniziare dal sindaco di Foppolo, Giuseppe Berera, 49 anni, e da quello di Valleve, Santo Cattaneo, 67 anni: difesi dall’avvocato Enrico Pelillo, entrambi sono finiti agli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, bancarotta e turbativa d’asta. Una associazione con sede nel municipio di Foppolo, specifica il gip Bianca Maria Bianchi.
L’ordinanza è stata eseguita ieri mattina dai militari dei comandi provinciali della Guardia di finanza e dei carabinieri di Bergamo.

Oltre che a Berera, ritenuto il deus ex machina del presunto sodalizio, e al collega Cattaneo, presunto suo «braccio destro», l’associazione a delinquere è stata contestata anche all’impiegata del comune di Foppolo, Luisa Piredda, di San Pellegrino Terme: si sarebbe prestata a redigere gli atti della turbativa d’asta. Nei guai anche la moglie di Berera, Roberta Valota, accusata di avere materialmente falsificato, per anni, la documentazione inviata alla Regione Lombardia per fare ottenere contributi pubblici alla Brembo Super Ski, la società pubblica degli impianti di risalita di cui il marito e Cattaneo sono stati gli amministratori.

Brembo Super Ski è stata dichiarata fallita dal tribunale il 24 aprile 2017. Piredda è stata sospesa otto mesi dal lavoro in municipio, mentre per la moglie di Berera è stato disposto l’obbligo di firma due volte la settimana. Gli altri indagati sono l’ex sindaco di Carona, Gian Alberto Bianchi, il segretario comunale di Foppolo e Valleve, Saverio De Vuono, il direttore della Brembo Super Ski, Vittorio Salusso. E poi Sergio Lima, l’imprenditore bresciano sul cui conto le indagini hanno fatto emergere un quadro indiziario legato al presunto appalto truccato del cantiere della telecabina. Secondo l’accusa la gara era pilotata.

Quanto alle presunte truffe, grazie a rendicontazioni fasulle per circa 16 milioni e mezzo di euro, sarebbero stati incassati indebitamente 3 milioni e 290mila euro di contributi regionali erogati dal 2012 per il «potenziamento e valorizzazione dei comprensori sciistici della Valle Brembana». I finanzieri hanno scoperto il trasferimento di 700mila euro avvenuto nel 2015 dalle casse della Brembo Super Ski a quelle di una società di Hong Kong, operazione che il gip contesta come una distrazione illecita di denaro per altro occultata nella contabilità ufficiale. Altre misure cautelari I minori sono state applicate ai fratelli Andrea e Giovanni Semperboni, 50 e 58 anni, di Bergamo, la cui società si è aggiudicata il 14 ottobre 2016 l’appalto per la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza nella costruzione della telecabina.