Felice Gimondi, aperta a Paladina la camera ardente
Felice Gimondi, aperta a Paladina la camera ardente

Bergamo, 19 agosto 2019 - Da Taormina alla sua Bergamasca. Il feretro di Felice Gimondi è arrivato nella notte e qui, dalle 9 fino alle 23, è aperta la camera ardente del campione del ciclismo, morto venerdì a Giardini Naxos per un malore mentre nuotava. E’ stata allestita in una chiesetta alle spalle della parrocchiale di S. Alessandro Martire dove domani, alle 11, si svolgeranno i funerali. A officiare il rito don Vittorio Rossi, parroco di Paladina, e monsignor Mansueto Callioni, parroco di
Almè e guida spirituale della famiglia Gimondi. La piazza antistante alla chiesa sarà chiusa dalle 8 di martedì: sono attese circa duemila persone. I funerali saranno trasmessi in diretta su RaiSport a partire dalle ore 10,40. Tre paesi hanno proclamato il lutto cittadino con bandiere a mezz'asta: Sedrina, Almè e Paladina.

La figlia di Felice Gimondi, Norma, ha trovato la forza di scrivere una lettera al padre, così come - ha spiegato - era solita fare da bambina: "Il tuo cuore grande e forte non ha retto e ora sei qui su questo tavolo, in questa stanza gelida. Vorrei poterti dire: alzati papà, ci sono tanti che fanno il tifo per te. Ci sono gli amici di sempre, i 'gimondianì che sono ancora qui ad acclamarti e ci siamo anche noi: io, mamma e Federica che vogliamo vederti ancora una volta sorridere". Alla camera ardente del campione sono presenti anche i fratelli Giuseppe, detto Pinuccio, il maggiore che abita ad Almenno San Salvatore, e Alessio, il più giovane, che abita ad Almè, oltre al nipote Massimo, classe 1971, l'ultimo della dinastia dei Gimondi in sella.  In mattinata arriveranno anche dei bus dalla Liguria con i parenti della moglie del campione.

Oggi sarà dunque una sfilata, una processione del ciclismo d’antan. Nel paese bergamasco si sono dati appuntamento tanti vecchi guerrieri per il saluto finale a Nuvola Rossa. Era stato Gianni Brera a evocare il capo Oglala, irriducibile avversario dei soldati blu. Accadeva durante il Giro d’Italia del 1976, il più bello dei tre conquistati da Gimondi. Forse perché nessuno se l’attendeva, sottovalutando il carattere di un orobico mai domo. Forse perché nella sua Bergamo battè in volata Eddy Merckx, per una volta solo secondo. Tra i primi giunti per una preghiera alle 7 sono stati monsignor Mansueto Callioni e Giovanni Bettineschi, presidente di 'Promo Evento' e organizzatore delle tappe lombarde del Giro, ma anche Luigi Corelli e Gianluigi Sanga. Tra gli ex professionisti che hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla moglie Tiziana e alla figlia Norma ci sono Claudio Corti, Mirco Gualdi, Gianluca Valoti, Rossella Di Leo e Beppe Manenti. Presenti anche tantissimi tifosi e  appassionati di ciclismo: alcuni indossavano le maglie commemorative, altri sono arrivati in sella alla loro bicicletta, altri hanno mostrato ai presenti sul cellulare foto in bianco e nero scattate tempo addietro con l'amato idolo della due ruote.

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Il ricordo di Gimondi si prolungherà: gli sarà dedicato il Giro di Lombardia, in programma il 12 ottobre.  Non solo, il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha annunciato l'intenzione di onorare il grande campione orobico con un monumento. "Sono convinto - ha detto Gori - che onorare Gimondi, per Bergamo, voglia dire di più che celebrarne la grandezza sportiva. Felice Gimondi ha rappresentato la migliore sintesi dei valori della nostra terra, quelli nei quali vogliamo ancora oggi ritrovarci e che desideriamo che i nostri figli facciano loro e tramandino". L'amministrazione di Bergamo ha già iniziato a pensare alle modalità di realizzazione del monumento: "Mi piacerebbe - ha spiegato il primo cittadino con un post su facebook - lanciare un concorso per scegliere l'artista e il soggetto più adatti a rappresentarlo. Penso a un'opera semplice, che parli a tutti, e fors'anche una sottoscrizione popolare per finanziarla. Abbiamo tempo per pensarci, oltre che ragionare su dove collocarla. Mi piace però anticipare questa volontà dell'amministrazione comunale di Bergamo alla vigilia del suo ultimo saluto. Che Felice sappia, mentre si allontana in bicicletta, che Bergamo lo ricorderà per sempre".