Bergamo, 10 agosto 2018 - Avrebbe estorto denaro a un parroco dell’alta Valle Cavallina per non rivelare di presunti rapporti sessuali con lui. Nei guai è finito un 34enne, originario di Gazzaniga, ma da qualche tempo residente nella provincia di Pavia: è stato arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di ricettazione. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Gianluigi Lettori, è scattata dalla una denuncia dello stesso sacerdote. Secondo il suo racconto, il giovane, con precedenti, pare anche per problemi legati al consumo di sostanze stupefacenti, da qualche tempo si era fatto vivo con il prete iniziando ad avanzare richieste di denaro per tacere su presunti incontri avuti con lui, incontri che pare si siano trasformati in una sorta di relazione. Pare che il 34enne a un certo punto avrebbe ricontatto il sacerdote proprio perché aveva un disperato bisogno di aiuto, anche in denaro.

Le richieste si sarebbero susseguite al punto da diventare insostenibili per il religioso, che ha deciso di sporgere denuncia. I carabinieri delle Compagni di Clusone qualche giorno fa hanno organizzano un incontro-trappola nella sacrestia della parrocchia. Il prete ha consegnato 2mila euro al 34enne, a al momento del passaggio dei soldi sono spuntati anche i militari che hanno arrestato il giovane. Ieri mattina si è svolto l’interrogatorio di convalida di fronte al giudice per le indagini preliminari, Vito Di Vita. Il giovane avrebbe confermato la presunta estorsione. Il giudice ha disposto la misura del divieto di dimora in Bergamo e provincia, in attesa delle conclusioni delle indagini.