FABRIZIO CARCANO
Cronaca

Dea una vita con il Gasp. Può arrivare a dieci stagioni

Il tecnico, a Bergamo da sette anni e mezzo, oggi spegne 66 candeline . Solo Ancelotti ha inanellato otto campionati sulla stessa panchina con il Milan.

Dea una vita con il Gasp. Può arrivare a dieci stagioni

Dea una vita con il Gasp. Può arrivare a dieci stagioni

Il Ferguson atalantino oggi compie 66 anni. Gian Piero Gasperini, nato il 26 gennaio 1958 a Grugliasco, nella cintura torinese, oggi al centro sportivo di Zingonia spegnerà 66 candeline sulla crostata che dividerà con il suo staff, la dirigenza e i giocatori in una giornata di vigilia di campionato, tra allenamento, riunione tecnica e conferenza stampa con i giornalisti.

Domani contro l’Udinese Gasp vivrà la sua 359esima panchina in sette anni e mezzo vissuti tutti di un fiato con la Dea.

La squadra che lo sta trasformando nel Ferguson nostrano, rendendolo il protagonista di una storia romantica, ormai quasi anacronistica nel calcio italiano di oggi dove i cicli degli allenatori in un club durano meno di una legislatura parlamentare.

In serie A in questo millennio solo Carlo Ancelotti ha inanellato otto stagioni consecutive sulla stessa panchina, con il Milan tra il 2001 (ma subentrando a ottobre a Terim) e il 2009.

Gasperini lo ha eguagliato in questa stagione e lo supererà a fine campionato. Ma il 66enne tecnico di Grugliasco può ambire ad un altro record: quello di 10 stagioni consecutive sulla stessa panchina. In estate ha rinnovato il suo contratto fino al giugno 2025, con un’opzione per il club orobico anche per la successiva stagione 2025-26, per cui Gasp potrebbe realisticamente arrivare a dieci anni consecutivi al timone della Dea. E dopo chissà, magari potrebbe restare come dirigente. Perché il presidente Antonio Percassi, scherzando ma non troppo, qualche anno fa, quando l’allenatore era alla sua seconda o terza stagione bergamasca, ripeteva il mantra ’’Gasp a vita’’. Sembrava una battuta, ma sono passati gli anni e il feeling tra il tecnico, la società e la piazza si è rafforzato, quasi cementato: il Comune di Bergamo nel 2019 gli ha conferito la cittadinanza onoraria dopo la prima storica qualificazione in Champions, la città gli ha dedicato il gigantesco murales che campeggia sulla parete del vecchio acquedotto immortalato con Gomez, Ilicic e Zapata sempre nel 2019 in occasione della finale di Coppa Italia, e non sono mancate nemmeno le statue.

Nei suoi primi sette anni in nerazzurro Gasp ha collezionato tre terzi posti, un quarto, un quinto, un settimo ed un ottavo, ha portato la Dea sei volte alla qualificazione europea di cui tre in Champions, ad un quarto e un ottavo di finale di Champions e ad un quarto e un ottavo di finale di Europa League, oltre a due finali di Coppa Italia. In tutto, dal lontanissimo debutto nell’agosto 2016 in Coppa Italia contro la Cremonese, con una vittoria per 3-0, ha guidato la squadra nerazzurra in 358 partite ufficiali, con 184 vittorie, con una media del 51,4%, 86 pareggi e 88 sconfitte. E con Gasp a valorizzare i giocatori dal 2017 l’Atalanta ha realizzato 406 milioni di plusvalenze sul mercato.