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30 mag 2022

Levate, deve curare la moglie: gli regalano un anno di ferie

Lo straordinario gesto di generosità dei colleghi del Policlinico San Marco di Zingonia per aiutare il 47enne ad assisterla

30 mag 2022
amanzio possenti
Cronaca
Beppe Mora, 47 anni, di Levate, è infermiere di sala operatoria al Policlinico San Marco di Zingonia dal 1999
Il Policlinico San Marco di Zingonia
Beppe Mora, 47 anni, di Levate, è infermiere di sala operatoria al Policlinico San Marco di Zingonia dal 1999
Il Policlinico San Marco di Zingonia

Levate (Bergamo) - È una storia bellissima e inusuale di generosità, protagonisti infermieri e personale di un ospedale bergamasco i quali hanno deciso di aiutare un compagno di lavoro - infermiere - costretto a lasciare per più tempo il lavoro per stare accanto alla moglie gravemente malata, donandogli un anno intero di ferie, 1.800 ore: un regalo inaspettato che ha cambiato il corso di una storia drammatica e di fronte al quale Beppe Mora, 47 anni, di Levate, infermiere di sala operatoria al Policlinico San Marco di Zingonia dal 1999, è rimasto profondamente commosso, quanto la moglie Sara Vavassori, 41anni, infermiera nello stesso luogo di cura, genitori di una figlia.

La vicenda è iniziata nel 2016 quando Sara aveva accusato i primi problemi respiratori e si era accertato trattarsi di una forma rara di ipertensione polmonare. Dopo le prime cure, per un anno pareva migliorata, poi la situazione si era riaggravata, limitandone gli sforzi anche più leggeri; per venirle incontro era stata trasferita dal reparto cardiologia agli ambulatori. Mentre Beppe utilizzava tutte le sue ferie (anche anticipate) per stare accanto a moglie e figlioletta, Sara si muoveva da un ospedale all’altro con lunghi ricoveri; poi l’annuncio della necessità di un trapianto di polmoni e la collocazione nella lista d’attesa.

Nel giugno 2021 la chiamata dall’ospedale di Padova: polmoni disponibili e conseguente intervento. Con il ritorno a casa di Sara, si riaprivano le speranze, crollate tre mesi dopo mentre era ricoverata; causa, rigetto del grado più grave. Beppe doveva pertanto lasciare di nuovo il lavoro, ferie ormai completate. Gli restava l’aspettativa, con il rischio di rimanere senza stipendio per mesi. Come fare? L’amico e suo caposala Diego Di Vito al quale si era rivolto per un consiglio, gli comunicava subito, il giorno successivo, che "non c’era bisogno che chiedesse l’aspettativa, poichè tutti i colleghi infermieri e gli Oss delle sale operatorie si erano offerti di regalargli un giorno di ferie ciascuno, per più di 30 giorni".

Un aiuto prezioso per Beppe, di fatto l’avvio di una straordinaria gara di solidarietà che ha coinvolto, di settore in settore, tutto l’ospedale, dall’ufficio personale (la coordinatrice del settore infermieristico Stefania De Pieri e Fabrizio Colombo del personale amministrativo) alla direzione. In poco tempo, gli iniziali 39 giorni di ferie donate dagli infermieri diventavano 1.800 ore, un anno.

 

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