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2 mag 2022

Caravaggio, il Covid fa ancora paura: meno volontari per la Cri

Il presidente avverte: " Mancano nuove leve". Bene invece a Ciserano

michele andreucci
Cronaca
BERGAMO//VOLONTARI CROCE ROSSA//FOTO DE PASCALE PER PUSTERLA
Volontari Croce Rossa

Caravaggio (Bergamo) - Quello che spaventa di più in prospettiva futura è l’impegno assunto con Areu a svolgere il servizio di intervento per le emergenze per 28 ore settimanali. "Se a qualcuno dei nostri volontari viene un raffreddore, siamo subito in grande difficoltà a sostenere l’impegno", lancia l’allarme Carmine Musio, presidente del Comitato della Croce Rossa di Caravaggio, competente anche per i territori di Calvenzano, Misano, Mozzanica, Pagazzano e Fornovo. Sì, perchè sono i volontari il problema che affligge il sodalizio. O meglio: la pesante carenza di persone disposte ad effettuare il servizio del 118. Alla fine del 2021 gli uomini e le donne in servizio alla Cri di Caravaggio erano 136. Complessivamente hanno percorso 80mila km, con 750 servizi per il 118 e circa mille trasporti sociali, quelli rivolti alle persone che devono recarsi in una struttura sanitaria per una visita o una prestazione. Solo però la metà dei volontari è qualificata come “operativa“ per le emergenze.

E, secondo Musio, non è all’orizzonte un ricambio di questi volontari. "Il motivo - spiega Musio - è soprattutto l’epidemia da Covid che ha spaventato molti, tenendoli lontani dall’idea di svolgere un servizio come il nostro che viene effettuato in regime di volontariato. Quindi tanti non se la sentono di rischiare gratis. Ora stiamo pensando ad iniziative per promuoverci sul territorio, far conoscere quello che facciamo e spronare più persone a entrare nelle nostre file. Purtroppo il Covid ci ha impedito negli ultimi anni di organizzare appuntamenti di questo tipo che contiamo di riproporre ora". I problemi che affliggono la Croce Rossa di Caravaggio non riguardano tutti gli enti di soccorso della Bergamasca. Ci sono le eccezioni. Come la Croce Bianca di Ciserano per la quale, secondo il suo presidente Giancarlo Mazza, il Covid ha avuto l’effetto opposto, alzando la considerazione dell’importanza di quanto svolto dagli enti di soccorso e, di conseguenza, spingendo più persone ad intraprendere quanto necessario per entrare a farne parte. Sono 9 i volontari della Croce Bianca di Ciserano, fra i 18 e i 25 anni, che hanno appena concluso il previsto corso da 120 ore per svolgere il servizio del 118 e che, quindi, potranno entrare a breve nei turni. Il medesimo tipo di corso non ha ottenuto lo stesso risultato per la Croce Rossa di Caravaggio. "Non c’è stato decisamente l’effetto sperato - rivela ancora Musio - e pertanto siamo ancora al punto di partenza".

 

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