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19 feb 2022

Covid, il sindaco di Nembro: "Non sapevo più come uscirne In 40 giorni ho avuto 188 morti"

È diventato uno dei simboli della lotta al virus. Claudio Cancelli, da dieci anni sindaco di Nembro, non scorderà mai i terribili momenti della prima ondata della pandemia

michele andreucci
Cronaca
BG//CLAUDIO CANCELLI SINDACO DI NEMBRO//FOTO DE PASCALE
Claudio Cancelli, sindaco di Nembro

Nembro (Bergamo) - È diventato uno dei simboli della lotta al Covid. Claudio Cancelli, da dieci anni sindaco di Nembro, non scorderà mai i terribili momenti della prima ondata della pandemia, che qui si è abbattuta come da nessuna altra parte: tra la fine di febbraio e l’aprile 2020, il virus ha ucciso 188 persone.

Che ricordi ha di quel drammatico periodo?
"Sono stati mesi terribili caratterizzati, a ogni ora, dal suono ossessivo delle ambulanze. E poi le immagini del supermercato di Nembro preso d’assalto dai cittadini per accaparrarsi il maggior numero di generi alimentari. Il picco dei decessi l’abbiamo registrato a marzo 2020, quando ne abbiamo avuti 152, rispetto alla media di 12 degli anni precedenti nello stesso mese".

Quandò le arrivò la notizia dell’arrivo del Covid in paese?
"Verso la fine di febbraio. Ricordo che fui avvisato del primo positivo mentre mi trovavo ad un pranzo sociale dell’Associazione artiglieri: non avevamo idea di quello che poteva accadere".

Anche lei si ammalò.
"Sì, il 27 febbraio. Per fortuna non ho avuto nulla di grave. Però sono rimasto in quarantena, chiuso in casa. E proprio in quei momenti mi sono fatto numerose domande, del tipo: riusciremo a venirne fuori?".

Pur isolato non ha smesso di lavorare. "Ogni giorno avevo tre incontri, via Zoom e Skype, con i miei collaboratori. Dovevo mandare avanti la macchina comunale, bisognava affrontare la situazione e aiutare i cittadini. Abbiamo installato in Municipio un centralino gestito da 20 volontari, che rispondeva alle tantissime chiamate, la gente era smarrita. Alla fine avevamo a disposizione oltre 200 volontari per occuparsi delle emergenze più varie".

Lei aveva richiesto la zona rossa.
"Ci trovavamo al fronte. Qualcosa andava fatto, Governo e Regione dovevano intervenire prima".

Il 18 marzo parteciperete al Giorno del ricordo dei morti per Covid.
"È doveroso farlo e sarà una delle ultime cerimonie alle quali presenzierò: non mi ricandiderò, andrò in pensione lasciando spazio ai giovani".

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