Giorgio Gori
Giorgio Gori

Bergamo, 23 aprile 2020 - È "possibile immaginare che il numero delle persone contagiate anche in modo leggero è nell'ordine di 400mila-500mila persone in questa provincia". Lo ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, spiegando che la sua ipotesi è basata su una stima relativa anche sul numero di decessi rispetto agli anni scorsi - che sono stati "5500 nella provincia di Bergamo" di cui "650 in città". Gori ha ricordato la discrepanza tra i numeri ufficiali dei contagiati, confermati dai tamponi, che sono "un sottoinsieme del vero numero dei contagiati che certamente è molto superiore". Per il sindaco, oggi, "l'emergenza sanitaria, almeno qui, è superata" ma "ovviamente non è sparito il virus, ci sono ancora contagi e purtroppo dei decessi, ma in una misura inferiore".

Tornando poi sul tema della possibile sottovalutazione, Gori ha sottolinato: "Abbiamo scoperto in questi giorni che erano già circolate informazioni a livello governativo sulla possibile emergenza, abbiamo scoperto che nelle nostre province c'erano già molti casi di polmoniti che nessuno aveva nominato come covid-19, ma quello era, e quindi forse se qualcuno avesse condiviso quelle informazioni per tempo ci saremmo risparmiati delle uscite un po' inadeguate alla situazione e ci saremmo forse protetti e fatto proteggere i cittadini per tempo. Nell'ultima settima di febbraio anche Treviso, Verona, Bologna, Torino, tutte le città del Nord Italia dicevano 'non ci fermiamo' ma perché eravamo in possesso di informazioni che ci dicevano che sì, c'era un focolaio nel lodigiano, ma che per il resto la vita poteva continuare normalmente", ha aggiunto Gori. "Quindi era normale che tutti, amministratori, giornalisti e politici sostenessero" l'idea di "un equilibrio tra protezione e vita che doveva continuare".