La Polaria aveva fermato i due a Orio al Serio a causa dei passaporti falsificati
La Polaria aveva fermato i due a Orio al Serio a causa dei passaporti falsificati

Bergamo, 5 marzo 2019 - I tre interpreti iscritti nelle liste del tribunale avevano altri impegni e non erano quindi disponibili. Un intoppo che ieri mattina ha rischiato di far saltare il processo per direttissima contro due cinesi che parlavano solo la loro lingua, e la convalida dell’arresto. Erano finiti in manette sabato all’aeroporto Il Caravaggio di Orio al Serio, perché in possesso di un passaporto falsificato.

Allora il giudice Andrea Guadagnino ha incaricato uno degli agenti della Polaria di uscire dal palazzo di giustizia e di cercare e “reclutare” come interprete un immigrato cinese qualsiasi. Il poliziotto si è recato allora sul Sentierone, il “cuore” del centro cittadino, all’affannata ricerca della sua “preda”. Ed è stato fortunato. Dopo pochi minuti si è imbattuto in un giovane cinese, un ragazzo di 26 anni che lavora come cameriere in un ristorante di Nembro. Si stava recando in banca. Lo ha reclutato. Dopo un primo momento di smarrimento, il 26enne ha compreso le ragioni dell’agente e lo ha seguito al palazzo di giustizia, dove è iniziato il processo. Il giudice, sia prima dell’udienza e sia al termine del dibattimento, ha ringraziato il cameriere per l’aiuto e lo ha convinto a firmare il documento che dà diritto di ottenere 58 euro per il lavoro svolto: il giovane, infatti, non ne voleva sapere di essere pagato, sostenendo di aver svolto malamente il suo compito di interprete. L’arresto è stato convalidato e i due sono stati rimessi in libertà. Il difensore degli imputati, l’avvocato Piero Pasini, ha chiesti di patteggiare un anno e 4 mesi. La sentenza l’11 marzo.