Alessandro Belometti abitava a Tagliuno
Alessandro Belometti abitava a Tagliuno

Calcinate (Bergamo), 8 settembre 2018 - Per ora l’unico elemento che appare chiaro è che sul corpo dell’operaio c’erano segni di schiacciamento. Alessandro Belometti, 30 anni, originario di Sarnico, ma residente a Tagliuno, frazione di Castelli Calepio, potrebbe essere morto, spiegano i tecnici dell’Ats di Bergamo, a causa della «compressione toracica da parte da parte del portellone del macchinario», un trituratore (che macina arbusti e scarti vegetali per la produzione di fertilizzanti e compost) dove il giovane stava effettuando un intervento di pulizia e manutenzione sulla parte posteriore, per poi spostarlo in officina. I colleghi quando sono accorsi in aiuto, lo hanno trovato nel retro del macchinario, in piedi, schiacciato tra i denti e il portellone a chiusura idraulica.

Gli stessi colleghi hanno allertato i soccorsi, ma quando il personale sanitario del 118 è arrivato sul posto per l’operaio non c’era più nulla da fare. L’ennesimo incidente mortale sul lavoro è avvenuto all’interno della ex Fertil, di Calcinate, ora Biofactory spa, azienda specializzata nella produzione di compost per il giardinaggio. Alessandro Belometti da anni svolgeva quasi regolarmente la pulizia e la manutenzione del trituratore, un grosso macchinario collegato a un nastro trasportatore. Queste operazioni vengono effettuate a macchina spenta. Le ipotesi che per ora si possono avanzare sulla dinamica vanno da una anomalia o un guasto improvviso di qualche meccanismo di azione o di controllo, all’avvio accidentale del comando di chiusura da parte dello stesso operaio o di altri. E proprio per questo motivo la procura nominerà un consulente tecnico per analizzare il macchinario.

Intanto il pm che si occupa del caso, Carmen Santoro, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico del datore di lavoro, un atto dovuto, in considerazione del fatto che lunedì con tutta probabilità verrà effettuata l’autopsia sul corpo dell’operaio. E dagli accertamenti potrebbero arrivare altre risposte per chiarire la dinamica. I macchinari sono stati posti sotto sequestro. «Nelle operazioni di pulizia e manutenzione sia ordinaria che straordinaria dei macchinari – ha spiegato Sergio Piazzolla, responsabile area specialistica igiene e sicurezza del lavoro Ats Bergamo- è importante che le procedure indichino chiaramente agli operatori quali sono i passaggi da attuare per svolgere le operazioni in sicurezza». Ieri sono arrivate anche le dure parole di condanna per l’episodio da parte dei sindacati.