bullismo
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Bergamo, 7 dicembre 2018 - Da “bullizzato” a rapinato. L’indagine, svolta con il massimo riserbo dai carabinieri della Compagnia di Treviglio, si è chiusa in questi giorni. Ma il grave episodio risale alla fine di settembre. Quando uno studente di 14 anni, residente nella Bassa e iscritto a una scuola superiore di Treviglio, era stato preso di mira alla fermata dell’autobus da un gruppo di coetanei, studenti dello stesso istituto. Uno di loro, un quindicenne residente nella Bassa, si era impossessato del cellulare della vittima, che era stata bloccata con violenza e afferrata per il collo. Sono stati attimi di paura.

Il 14enne ha provato a recuperare il proprio telefonino, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Una volta a casa il ragazzino, ancora sotto choc per quello che aveva subito, ha avuto il coraggio di aprirsi confidandosi con i genitori. È stato un racconto sofferto il suo, interrotto da pianti, papà e mamma hanno trovato il coraggio di andare dai carabinieri per fare denuncia, un passo decisivo per avviare le indagini da parte della Procura presso il tribunale dei minorenni di Brescia. Gli investigatori si sono messi subito al lavoro, con molta discrezione, considerato anche il contesto. E una volta individuato il sospettato, i militari hanno ottenuto un decreto di perquisizione personale e domiciliare da parte della magistratura minorile.

Di prima mattina, gli uomini dell’Arma hanno recuperato il telefono dello studente quattordicenne, un cellulare di ultima generazione del valore commerciale di diverse centinaia di euro, la prova materiale del reato. La posizione dello studente 15enne, indagato, è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria minorile. Gli viene contestata la rapina aggravata. La famiglia del ragazzo è stata formalmente informata dell’accaduto in relazione appunto al ruolo di responsabilità genitoriale sancito dalla legge. Anche la scuola, dalla dirigenza a tutto il corpo docenti – è sottolineato in una nota dei carabinieri – di cui fanno parte gli studenti coinvolti, ha collaborato nell’individuazione del presunto responsabile. «Come sempre massima attenzione dell’Arma rivolte alle scuole, non soltanto con attività di indagine come questa o con i controlli antidroga effettuati negli istituti della Bassa, ma anche attraverso le numerose conferenze sulla legalità e l’educazione civica, che proseguiranno fino a fine anno scolastico, anche per affrontare temi delicati come quello del bullismo o delle devianze giovanili».