Brembate Sopra, 27 febbraio 2015 - Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha chiuso l'inchiesta sull'omicidio di Yara Gambirasiocontestati a Massimo Bossetti due reati, l'omicidio volontario aggravato e la calunniaA quattro anni dal giorno dell'omicidio della tredicenne di Brembate Sopra l'avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio a Claudio Salvagni, in qualità di avvocato difensore dell'unico indagato per il delitto, in cella da oltre otto mesi.

L'ABBANDONO - In base agli atti dell'inchiesta che la procura di Bergamo Massimo Bossetti sarebbe stato consapevole del rischio concreto a cui avrebbe esposto Yara quando la sera del 26 novembre 2010 - secondo l'accusa - avrebbe abbandonato la giovane ancora in vita, dopo averle inferto alcune ferite che a causa anche dello choc termico l'hanno portata alla morteA fare ritenere a investigatori e inquirenti che in sostanza Bossetti avrebbe saputo che abbandonando Yara ferita ma ancora in vita in quel campo lei sarebbe morta sono l'accertata conoscenza da parte del carpentiere della zona di Chignolo d'Isola e la consapevolezza che la discoteca vicina avrebbe aperto solo più tardi, molte ore dopo, e che nessuno dei suoi frequentatori si sarebbe comunque mai spinto fino in mezzo allo stesso campo dove aveva lasciato l'adolescente. Infatti, il cadavere della ragazzina venne trovato proprio in quell'area il 26 febbraio 2011.

LA MALATTIA SIMULATA - In base agli atti depositati, Massimo Bossetti avrebbe anche simulato un tumore al cervello e la conseguente necessità di essere sottoposto a chemioterapia per assentarsi dal cantiere edile dove lavorava ed effettuare piccoli lavori extra per conto proprio. Il comportamento del carpentiere di Mapello per gli inquirenti dimostrerebbe una spiccata capacità di mentire.

LA SORELLA - Non ci sarebbe stata alcuna aggressione a Laura Bossetti, la sorella di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello accusato di aver ucciso Yara Gambirasio. È quanto emerge dagli atti dell'inchiesta chiusa ieri nei confronti del muratore, nei quali a proposito delle quattro presunte aggressioni denunciate dalla donna (una alla fine dello scorso agosto, due a settembre, l'ultima alla fine di gennaio 2015) si sostiene che nulla di tutto ciò sarebbe avvenuto: questo in base alle immagini riprese dalle telecamere installate nei luoghi dove la donna ha asserito di essere stata aggredita e anche, in un caso, dalle dichiarazioni e dai referti dei medici dell'ospedale dove si è recata, sostenendo di aver avuto addirittura alcune costole rotte. In questo caso, secondo le informazioni, la donna sarebbe giunta al pronto soccorso «senza alcun graffio».