I nerazzurri sniffavano cocaina nel piazzale del distributore di viale Giulio Cesare
I nerazzurri sniffavano cocaina nel piazzale del distributore di viale Giulio Cesare

Bergamo, 21 febbraio 2020 - L’inchiesta è quella denominata “Mai una gioia“, condotta dalla Squadra mobile della Questura di Bergamo, coordinata dal pm Gianluigi Dettori. Una lunga indagine che aveva svelato un giro di spaccio prima delle partite dell’Atalanta nel piazzale del distributore di benzina di viale Giulio Cesare, con tanto di sniffate di gruppo nel bagno della stazione di servizio, riprese dalle telecamere della polizia. Inchiesta che nelle sue fasi ha incrociato elementi di spicco del mondo ultrà nerazzurro con frequentatori della movida cittadina. Una mastodontica attività di indagine iniziata nel settembre 2015 che ha scoperchiato storie di vendette incrociate, rapine mancate o messe a segno, intimidazioni, giri di droga.

Nella sua requisitoria il pm Dettori aveva chiesto complessivamente oltre 50 anni di carcere per i 34 imputati. Ieri in udienza preliminare straordinaria la sentenza per 21 imputati in abbreviato, rito che consente lo sconto di un terzo sulla pena. Dall’inizio del processo, alcune posizioni erano state stralciate, altre avevano scelto il dibattimento. Per altri è già stato approvato il patteggiamento.

La pena più alta per A.B. 4 anni e 2.400 euro di multa (doveva rispondere, tra l’altro, di cessione di droga assieme ad altri, estorsione, e rapina per impossessarsi di un quantitativo di stupefacente, 2.5 chili di marjiuana). Poi 3 anni e 6mila euro per N.F.; per N.A., A.S. M.N. e M.Z. pena finale di 2 anni e 8 mesi e 5mila euro; 2 anni e 8 mesi anche per M.P. e L.R. ; stessa pena e 1.600 euro di multa per E.M; due anni e 3mila euro di multa per B.B.; un anno e 3mila euro per V.P., G.C. e A.P. Non doversi procedere per G.S. e N.F. mentre altri 8 sono stati assolti. Avevano patteggiato P.B, a 1 anno, 4 mesi e 2.200 euro, accusato del possesso di marijuana in casa; 2 anni e 4 mesi, con 5mila euro, per E.C. per detenzione di cocaina e soldi considerati come guadagni dello spaccio; 8 mesi e 5mila euro di multa per A.P. per spaccio di cocaina; 1 anno e 3mila euro per A. G., 1 anno e 9 mesi per L. P., con 14mila euro (accusato di essere tra i custodi di 43 chili di marijuana in un appartamento di Ponte San Pietro); 1 anno e 2.500 euro per L.C., di Bergamo.

Un’indagine nata dall’attenzione su L.R., 35 anni, di Almenno San Bartolomeo, soprannominato “Paranoia“, legato almeno un tempo alla tifoseria organizzata nerazzurra. Da lui si è risaliti agli altri. Altro personaggio di spicco dell’inchiesta: A.B. di Alzano Lombardo, figura centrale del giro di spaccio, accusato soprattutto in base alle intercettazioni ambientali sull’auto che utilizzava, dove aveva anche detto "la festa della Dea bisogna farla perché devo guadagnare…". Gli investigatori avevano accertato cessioni di droga prima di Atalanta-Napoli del 20 dicembre 2015, Atalanta-Genoa del 10 gennaio 2016 e Atalanta-Inter di una settimana dopo.