Alessandro Pirovano 47, e Tommaso Ferrari 37 anni, sviluppatori dell’applicazione “In buon
Alessandro Pirovano 47, e Tommaso Ferrari 37 anni, sviluppatori dell’applicazione “In buon

Treviglio (Bergamo), 2 settembre 2019 - Dai Comuni che regalano dei braccialetti da legarsi al polso così da evitare quello che gli esperti chiamano blackout momentaneo della memoria, a chi ricorre al fai da te, con un pupazzo lasciato sul sedile o una sveglia sul cellulare, per arrivare a chi ha già montato un seggiolino ah hoc, come vorrebbe una normativa sinora non entrata in vigore. Per tagliare la testa al toro per tutti loro c’è ora anche un’applicazione, gratuita per i genitori, in grado di risolvere alla radice il problema dell’abbandono involontario dei figli in auto. Un’idea semplice che può fare la differenza evitando tragedie purtroppo tutt’altro che rare. A inventare l’app salva-vita due trevigliesi, Tommaso Ferrari, 37 anni, e Alessandro Pirovano 47, cofondatori di “Alto Labs”, società bergamasca specializzata nello sviluppo di software. Il programma si chiama non a caso “In buone mani” ed è già utilizzato negli asili della Bassa Bergamasca: Risorsa Sociale Gera d’Adda, l’azienda pubblica consortile dell’Ambito di Treviglio, ha infatti adottato l’invenzione sperimentadola immediatamente in tutti gli asili della zona, privati e pubblici, di un territorio che spazia da Treviglio ad Arcene, Calvenzano e Fara d’Adda. Successivamente dopo un primo rodaggio entro fine anno sarà estesa in tutta la zona.

«L’idea ci è nata leggendo sui giornali di una di queste tragedie, così abbiamo subito varato una prima app, tuttora disponibile e gratuita, chiamata “Ricorda il bimbo”. Visto il successo abbiamo deciso di svilupparne un’altra, ancor più funzionale». “In buone mani” è destinata soprattutto agli asili nido e alle materne, in due versioni, una per la scuola l’altra per i genitori (o i nonni). Il funzionamento è semplice: l’insegnante annota su un cellulare o un tablet la presenza dei bimbi all’asilo. In caso di assenza ai genitori viene inviato un messaggio a cui possono rispondere specificando il perché il bimbo non è a scuola oppure, nel caso di una dimenticanza, in pochi minuti avrebbero così ricevuto un allarme a cui, se non viene data risposta, fa scattare una procedura direttamente dall’asilo: la scuola si mette subito in contatto con la famiglia per accertarsi che l’alunno non si trovi in situazioni di potenziale pericolo.