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17 mag 2022
17 mag 2022

Covid, mancata zona rossa nella Bergamasca: la Lombardia manterrà il segreto sugli atti

Il consiglio regionale boccia la mozione del M5S che chiedeva di desecretare i documenti. Violi: "Negato ai cittadini un atto di trasparenza"

17 mag 2022
Daily life in Alzano Lombardo, one of the municipalities most affected by the virus, during the national lockdown of Covid-19 Coronavirus, Italy, 15 March 2020. Italy is under lockdown in an attempt to prevent the spread of the pandemic Coronavirus. Several European countries have closed borders, schools as well as public facilities, and have cancelled most major sports and entertainment events in order to prevent the spread of the SARS-CoV-2 Coronavirus causing the Covid-19 disease.
ANSA/STEFANO CAVICCHI
I comuni di Alzano e Nembro sono stati l’epicentro della prima ondata
Daily life in Alzano Lombardo, one of the municipalities most affected by the virus, during the national lockdown of Covid-19 Coronavirus, Italy, 15 March 2020. Italy is under lockdown in an attempt to prevent the spread of the pandemic Coronavirus. Several European countries have closed borders, schools as well as public facilities, and have cancelled most major sports and entertainment events in order to prevent the spread of the SARS-CoV-2 Coronavirus causing the Covid-19 disease.
ANSA/STEFANO CAVICCHI
I comuni di Alzano e Nembro sono stati l’epicentro della prima ondata

Milano - Il Consiglio Regionale di Regione Lombardia ha bocciato la mozione urgente presentata dal Movimento 5 Stelle per chiedere di desecretare i documenti riguardanti la mancata zona rossa Alzano Lombardo e Nembro. 

Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia, ha spiegato che “Questa mozione chiedeva alla Giunta un atto di trasparenza per rendere giustizia ai numerosi morti, nella prima fase della pandemia, della Val Seriana. Ho chiesto di rendere pubbliche tutte le comunicazioni intercorse con le istituzioni nazionali e locali inerenti l’istituzione della mancata zona rossa ad Alzano e Nembro”.

 “Inoltre chiedevo alla Giunta di impegnarsi nei confronti del governo, con ogni mezzo necessario, a richiedere la desecretazione dei documenti, decisione del Consiglio di Stato che pose il sigillo del segreto militare sui documenti, rendendo così impossibile ai cittadini, vittime di quei tragici giorni, di avere precise risposte su quello che davvero accadde”, conclude Dario Violi.

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