L'aereo precipitato
L'aereo precipitato

Bergamo, 24 settembre 2019 -  Gli eroi hanno il volto di Angelo Pessina, 56 anni, ex poliziotto in pensione (dopo 10 anni alla Narcotici di Milano, 10 alla Squadra mobile di Bergamo e 13 in Procura), e di Francesco Defendi, per tutti Franco, 75 anni, di Dalmine, dirigente d’azienda. Sono amici da otto anni, legati dalla passione per lo sport. Sabato mattina verso le 10 passavano da Orio al Serio e non hanno esitato un attimo a fermarsi quando hanno visto l’aereo in fumo, appena precipitato. Ancora non sapevano che all’interno del velivolo c’erano un papà, Stefano Mecca, e le tre figlie. Una delle ragazze, Marzia, ha perso la vita nell’incidente. Gli altri passeggeri sono riusciti a salvarsi grazie all’intervento dei due “angeli custodi”. «Non dimenticherò mai le urla di quelle ragazze che mi chiedevano di salvare la loro sorella intrappolata. Purtroppo per Marzia non c’è stato nulla da fare», racconta Defendi. Ora per lui e l’amico Pessina il procuratore aggiunto, Maria Cristina Rota, e il questore di Bergamo, Maurizio Auriemma, hanno proposto un encomio. Ieri il questore ha ricevuto nel suo ufficio l’ex poliziotto per fargli i complimenti di persona. Ma Francesco Defendi non si sente un eroe: «Ho fatto ciò che chiunque potrebbe fare».

Intanto  la Procura di Bergamo, nell’ambito delle indagini sull’incidente, ha acquisito il file audio con la conversazione tra il pilota del velivolo, il 51enne Stefano Mecca, e la torre di controllo dell’aeroporto di Orio al Serio. «Ho un problema ma non c’è emergenza», ha detto Mecca, poco prima di schiantarsi. Nella registrazione, il personale della torre di controllo chiede al pilota se ritiene necessario far scattare l’emergenza e avviare le procedure per l’atterraggio sulla pista principale di Orio. A quel punto, però, Mecca risponde che non è necessario attivare la procedura e si dirige verso la vicina pista dell’aeroclub, senza mai raggiungerla. Ieri, a Fiorano al Serio, sono stati celebrati i funerali di Marzia, morta a 15 anni. «Non dimenticheremo mai il tuo sorriso», hanno scritto i compagni su uno striscione. La madre, Francesca Ongaro, nel giorno del dolore ha voluto rivolgere un pensiero ai due «angeli custodi» intervenuti sabato: «Se non fosse per loro non avrei più mio marito e le mie altre due figlie. È Marzia che mi dona la forza per andare avanti».