Mariella Russo
Mariella Russo

Bergamo, 5 giugno 2019 - L'inchiesta era iniziata a metà di luglio del 2017. Tutto era partito da un esposto della polizia, su segnalazione della Prefettura, per un documento sospetto. La procura ha ora chiuso le indagini a carico di Mariella Russo, 53 anni, vice questore aggiunto a Bergamo, nel 2016 in servizio all’ufficio Pasi (polizia amministrativa, sociale e dell’immigrazione), promossa vice questore a gennaio 2018 e trasferita a marzo a Milano. Le viene contestato il falso.

Secondo gli accertamenti, coordinati dall’ex sostituto procuratore Maria Cristina Rota e dal pm Silvia Marchina, la dirigente (arrivata a Bergamo dopo essere stato comandante della Polstrada a Como e Lecco) nell’estate del 2017, in qualità di vice questore aggiunto, fuori dall’esercizio delle sue funzioni, era stata autrice di un documento falso intestato alla Prefettura con la richiesta del rilascio di undici certificati del casellario giudiziale.

In sostanza, una verifica sui carichi pendenti per undici aspiranti guardie giurate che dovevano prendere servizio per un istituto di vigilanza di Como, operativo all’aeroporto di Orio al Serio. Richiesta, secondo l’accusa, apparentemente emessa dall’Ufficio territoriale del governo-prefettura di Bergamo e indirizzata alla procura. Sul documento era stata apposta la firma, contraffatta, del dirigente della Prefettura, responsabile per la richiesta di emissione di certificati.

All’epoca, per far luce, il pm aveva disposto una perquisizione in questura e nell’alloggio in uso all’indagata, dove erano spuntati denaro, circa 10mila euro, e quadri: tele non di grandi firme, ma comunque con un certo mercato. Elementi che avevano sollevato qualche sospetto. In quella circostanza si era deciso di effettuare verifiche sulla proprietà dell’indagata, ma sul patrimonio in suo possesso non sarebbero emersi spunti concreti, e infatti della storia dei quadri e dei soldi non c’è cenno nella chiusura indagini.

Secondo l'accusa, nel documento presentato all’Ufficio territoriale del governo di Bergamo, Mariella Russo aveva dichiarato falsamente di non godere di un alloggio di servizio, del quale aveva ottenuto la concessione. E aveva un rimborso del canone mensile del 90 per cento per l’alloggio privato, somma pari a 11mila euro. Alla poliziotta viene inoltre contestato il fatto di aver tenuto nella sua abitazione un caricatore monofilare e otto cartucce senza averne fatto denuncia alle autorità. Reato punibile con una contravvenzione.

L’avviso di conclusioni indagini è già stato inviato ai legali di fiducia della dirigente della polizia, gli avvocati Giulio Di Matteo e Piero Porciani, entrambi del foro di Milano. E proprio l’avvocato Di Matteo ha commentato: "Ho letto di una pistola sparita. Ma la vicenda è stata stralciata e archiviata. Fermo restando che non si sa dove è. La procura contesta alla mia assistita il falso per un documento. Leggeremo le carte e faremo le nostre valutazioni".