Papu Gomez
Papu Gomez

Bergamo, 23 marzo 2020 - Maledizione Champions. Il Papu Gomez, nel suo penultimo giorno di quarantena, ricorda i rischi corsi nell’ultima gara della coppa regina giocata lo scorso 10 marzo a Valencia. E sottolinea come la partita di andata disputata a San Siro il 19 febbraio potrebbe essere stata - a suo parere - il detonatore che ha innescato la pandemia che ha flagellato la provincia di Bergamo.

“La drammatica situazione di Bergamo penso sia dovuta anche alla partita d'andata, a San Siro c'erano 45mila bergamaschi su 120mila abitanti”, ha raccontato il capitano atalantino in un’intervista alla testata argentina ‘Ole’. Puntando l’indice su troppi rischi corsi dai giocatori nella partita di ritorno di due settimane fa al Mestalla.

“Aver giocato a Valencia è stato terribile. Non c'erano controlli, erano rilassati. Ora è il secondo paese in Europa con il maggior numero di infezioni. Uno dei loro contagiati (Gayà, ndr) ha giocato titolare contro di noi: stiamo aspettando per vedere se qualcuno di noi mostra sintomi".
Inevitabile una riflessione sul mostro Covid19.

"Pensavamo fosse solo un'altra influenza, solo con i morti abbiamo capito che non era così. I militari hanno portato via le bare perché non c'è più posto nei cimiteri: è tremendo. Ognuno di noi deve essere responsabile". Il dramma quotidiano che sta vivendo la ‘sua’ Bergamo lo sta angosciando così tanto che il numero 10 atalantino ammette in un’altra intervista a SkySport: “Faccio fatica a pensare al calcio. Cerco di tenermi in forma, di allenarmi un'oretta e mezza-due al giorno ma e' difficile mantenere la concentrazione. Il calcio è l'ultima cosa che mi interessa. Non so se si tornerà a giocare, se lo si farà in estate o fra qualche mese ma prima il Paese deve rimettersi a posto. Sarà molto difficile tornare a giocare: come si fa a organizzare le trasferte, ad andare negli alberghi? E' una grande domanda che mi faccio. Il mio stato d'animo non e' al top, la situazione nel Paese non e' la migliore e bisogna cercare di essere positivi anche se ogni giorno arrivano brutte notizie. Non c'e' altro da fare che rimanere a casa e aspettare che tutto questo possa finire, spero prestol.

Chiusura sul rapporto simbiotico che lega la Dea a Bergamo. “In questi ultimi 4 anni come Atalanta abbiamo reso felice una città intera ma quello che stiamo vivendo in questo periodo è qualcosa di terribile, che non riesco ancora a capire. In questo periodo uno dovrebbe essere felice, orgoglioso di quello che sta facendo con la propria squadra, ma invece - ha concluso Gomez - dobbiamo guardare altro e pensare alle famiglie che stanno soffrendo. Sono con i bergamaschi, sono con loro, sono gente tosta che non si arrende e questo periodo passerà”.