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1 mar 2022

Guerra in Ucraina, l'appello di Malinovskyi: "Fermate la distruzione"

Dopo la t-shirt "No war in Ukraine" esibita nella sfida di Atene, un altro messaggio del giocatore dell'Atalanta ripreso sull'account dello Shakhtar Donetsk

1 mar 2022
fabrizio carcano
Sport
Ruslan Malinovskyi e la t-shirt "No war in Ukraine"
Ruslan Malinovskyi e la t-shirt "No war in Ukraine"
Ruslan Malinovskyi e la t-shirt "No war in Ukraine"
Ruslan Malinovskyi e la t-shirt "No war in Ukraine"

Il pallone può dare un calcio alla guerra e spingere al ritorno della pace. Per questo Ruslan Malinovskyi, assente dell’ultima ora ieri sera nel 4-0 dell’Atalanta sulla Sampdoria per un indurimento al polpaccio nel riscaldamento, continua la sua battaglia per sensibilizzare le istituzioni sportive e l’opinione pubblica a mobilitarsi per la sua Ucraina. Malinovskyi giovedì sera ad Atene, esibendo quella maglietta con la scritta "No war in Ukraine" dopo i due gol segnati all’Olympiacos, ha innescato una valanga che ha portato la UEFA a togliere la finale di Champions League alla sede designata di San Pietroburgo, a rescindere la sponsorizzazione con il colosso Gazprom e a escludere le formazioni russe dalle competizioni europee, mentre la Fifa sta valutando l’esclusione della Russia dai playoff per i Mondiali del 2022.
È partito tutto dal gesto di protesta di Malinovskyi che adesso prosegue. Oggi l’atalantino ha partecipato al videoappello, apparso sull'account ufficiale di Twitter dello Shakhtar Donetsk, società in cui è cresciuto calcisticamente, insieme ad alcuni calciatori ucraini, rivolto “alla comunità calcistica, a chi è unito dall'amore per questo gioco: ogni tifoso, ogni calciatore, ogni allenatore, ogni dirigente. Ci appelliamo a voi per spiegare al mondo intero, e per mostrare a ogni abitante della terra, che, sotto la copertura di un'operazione speciale, le truppe russe stanno apertamente combattendo una guerra contro l'Ucraina. Stanno bombardando le aree residenziali con i missili e sparando sui civili. A chi ci può ascoltare diciamo di resistere. Fermate la distruzione e lo spargimento di sangue. Alla comunità calcistica chiediamo di opporsi alla propaganda russa, di mostrare a tutti e dire la verità su questa guerra".
Lo stesso Malinovskyi ha poi mostrato la città di Kharkiv in uno scenario di guerra, tra spari ed esplosioni nella zona dello stadio Metalist, ricordando la partita giocata tra Shakhtar e Atalanta nel dicembre 2019: “Due anni fa abbiamo giocato in Champions League in questo bellissimo posto, che oggi si scontra con il crimine contro l'umanità”. E sempre Malinovskyi con la moglie Roxsana ha messo in vendita nel suo negozio a Bergamo in via XX settembre le bandiere dell’Ucraina a 10 euro: il ricavato andrà a sostenere progetti di solidarietà per il popolo ucraino.


 

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