Pierluigi Gollini
Pierluigi Gollini

Bergamo, 21 marzo 2020 - Senza il maledetto coronavirus Pierluigi Gollini sarebbe andato agli Europei come terzo portiere azzurro dietro a Donnarumma e Sirigu. La pandemia ha fatto slittare di un anno la competizione continentale, e il sogno tricolore del 25enne portiere ferrarese, che a questo punto ha a disposizione un’altra stagione per consolidare il suo ruolo in azzurro e provare a mutare le gerarchie, magari scalando a secondo o perché no anche primo.
Il suo caso ricorda un po’ quello di Toldo negli anni Novanta, il portierone della Fiorentina allora era chiuso dal più esperto Peruzzi e dal baby Buffon, eppure riuscì poi a ritagliarsi il suo spazio in azzurro giocando da titolare l’Europeo del 2000 pur partendo di rincorsa.

Gollini, nel ruolo di estremo difensore, è stato senza dubbio la rivelazione stagionale nostrana. E forse in assoluto il miglior portiere del campionato. In estate era ancora relativamente poco quotato dopo una stagione giocata a metà, esplodendo solo nel finale. Fino a poco più di un anno fa infatti il Gollo era la riserva di Berisha e stava trovando spazio con il contagocce da ottobre, dopo che Gasperini aveva provato a lanciarlo titolare all’inizio di campionato, quando forse era ancora acerbo a 23 anni.

Quattro mesi fuori, a lavorare duro in allenamento, e dal 3 marzo 2019, dalla sfida casalinga contro la Fiorentina, Gollini ha giocato praticamente sempre.
Difficile ricordare un’insufficienza in pagella in questo anno praticamente perfetto per il talento sbloccato nel vivaio Spal ma cresciuto in quello della Fiorentina prima di spiccare il volo altrove. A 18 anni nel Manchester United, a vent’anni la prima esperienza importante, titolare nel Verona nel girone di ritorno, poi il ritorno oltre Manica, titolare con l’Aston Villa nella Championship britannica nel girone di andata: nel gennaio 2017 l’approdo a Bergamo, al posto proprio di Sportiello che andava a Firenze, non gradendo di fare da riserva a Berisha che lo aveva scalzato.

Due anni di apprendistato dietro all’albanese, con una ventina di gettoni tra campionato e coppa per fare un po’ di esperienza, poi da marzo intoccabile.
Per un anno indimenticabile. Intanto l’Atalanta - che nel 2018 lo ha riscattato dai Villans per appena 5 milioni, e lo ha blindato contrattualmente fino al 2023 - si frega le mani: nel presente il numero 95 è una sicurezza tra i pali, in ottica futura è un’altra plusvalenza garantita. Oggi vale già intorno ai 25 milioni, ma le sue prestazioni, anche in Champions, stanno aumentando la sua quotazione.