Gasperini (Alive)
Gasperini (Alive)

Bergamo, 15 agosto 2018 - Tuoni e  fuilmini gasperiniani agitano la vigilia di coppa dell’Atalanta. Nella tradizionale conferenza stampa prima della gara di Reggio Emilia di domani sera (ore 20 al Mapei Stadium), contro l’Hapoel Haifa, Gian Piero Gasperini si è lamentato per un mercato a suo dire non adeguato a quelle che erano le esigenze di una squadra che dovrà affrontare un triplice impegno tra campionato, Europa League e Coppa Italia. «Siamo in difficoltà perché purtroppo il nostro mercato è stato triste ed esiguo. Può succedere qualcosa negli ultimi due giorni? Avevamo tutto il tempo, abbiamo avuto due mesi, non dovevamo ridurci agli ultimi giorni», ha tuonato il tecnico di Grugliasco.

Senza scagliare un fulmine a ciel sereno. L’8 luglio, il quarto giorno di ritiro in Val Seriana, Gasperini aveva già detto sostanzialmente le stesse cose, invocando con toni duri quattro rinforzi, prima di tornare a far salire i toni dopo le vittorie di Sarajevo e di Haifa, ribadendo che l’organico nerazzurro non poteva competere su un doppio fronte, giocando ogni tre giorni. E anche un anno fa Gasperini lamentava l’arrivo di rinforzi dopo la partenza di Conti e la ribellione di Spinazzola: non solo, il mister aveva chiesto con insistenza una punta dal gol facile, indicando in Palacio e Pavoletti i due papabili, senza essere accontentato. Per cui nulla di nuovo sotto il cielo di Zingonia. Anche se questa volta, per reiterare il concetto, Gasperini ha indubbiamente fatto impennare il suo malcontento.

«Purtroppo la rosa attuale non può essere competitiva per i due fronti. Per cui saremo in difficoltà a rispettare le aspettative che si sono create nelle stagioni precedenti. Ed è un peccato perché la società ha messo a disposizione grande risorse ma sono stati presi tanti giovani, con grandi investimenti, che al momento non sono pronti per affrontare queste partite. Giocheremo al massimo delle nostre possibilità. Ma la rosa, così, difficilmente può essere competitiva su più fronti: se le aspettative sono quelle di ripetere le due annate precedenti, forse ci vuole un allenatore più bravo». Questa la forma gasperiniana. Nella sostanza il ragionamento del tecnico atalantino è semplice: sono partiti quattro titolari, Caldara, Spinazzola, Cristante e Petagna e sono arrivati solo due titolari, Pasalic e Zapata. Per cui mancano il difensore che doveva sostituire Caldara e l’esterno sinistro al posto di Spinazzola. Gasperini pretendeva giocatori già pronti e rodati, non prospetti come il misterioso esterno polacco Arkadiusz Reca o come i ventenni Marco Varnier, poi infortunatosi, e Marco Tumminello: tre giocatori di prospettiva costati 15 milioni. Ma il mercato non è finito: la Dea segue il difensore austriaco Aleksandar Dragovic e valuta altri nomi. Probabile che in extremis arrivi un difensore. Più difficile un innesto sulla fascia sinistra.