Bergamo, 31 agosto 2018 - La corsa europea dell’Atalanta è finita tra i cori di festa sugli spalti del Parken Stadium dei 18mila supporters del Copenaghen e gli applausi dei 700 atalantini saliti in Danimarca a Gomez e compagni.

Applausi sinceri, nonostante la delusione, perché l’Atalanta ha dominato nell’arco delle due sfide, cedendo soltanto all’ultimo rigore. «Le partite ad eliminazione diretta purtroppo sono queste, hanno una tensione diversa rispetto a quelle dei gironi dove hai delle possibilità di rimediare o rispetto a quelle del campionato. In queste gare secche conta la precisione e la freddezza negli episodi singoli. Abbiamo avuto 34 palle gol in due partite ma purtroppo non siamo riusciti a concretizzarne nemmeno una e paghiamo questo» spiega nel dopo gara un deluso Gian Piero Gasperini, che non teme un contraccolpo psicologico per i suoi dopo questa eliminazione. «Assolutamente no. Questa è una squadra che reagisce, ho giocatori determinati e motivati: abbiamo lavorato per due mesi per raggiungere l’Europa League, con viaggi lunghi, giocando con il caldo e su campi difficili. Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi, che hanno fatto tutto quello che bisognava fare. Ci è mancato solo il gol ma il calcio è questo e le partite a eliminazione diretta sono queste».

Da domani per l’Atalanta comincia una nuova stagione con due fronti: serie A e Coppa Italia. «Adesso siamo delusi, è chiaro, ma da domani torniamo a pensare al campionato. Sapendo che in campionato ci sono squadre molto forti, ma che possiamo giocarci al meglio le nostre possibilità. A questo punto giocheremo per fare il massimo campionato. Da domani lavoriamo per questo».